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La nostra gente

Le persone sono sempre persone. Non bisogna mai dimenticarlo.
Non smettono di avere diritti quando non la “pensano” come noi.
Non smettono di avere doveri verso la collettività di cui fanno (e facciamo) parte.
Quando si usano gli idranti per disperdere una manifestazione o si registrano scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, talvolta anche con feriti e morti, la democrazia vive i suoi momenti peggiori.
La violenza è sempre una sconfitta.
Tutti abbiamo il dovere di prevenirla e soprattutto di non provocarla mediante sfide e atti che in democrazia sono inaccettabili, a tutela dei diritti, della libertà e della sicurezza di tutti, non già a difesa di una astratta legalità.
Cosa sta succedendo da questo punto di vista con le proteste organizzate da chi contesta l’operato del governo riguardo al modo di fronteggiare la pandemia e in particolare all’obbligo del Green pass, che implica disagi e costi soprattutto per i non vaccinati?
In piazza va anche “la nostra gente”, si sente dire.
Cosa si intende con questa espressione?
I lavoratori sono sempre la nostra gente.
Il Sindacato tuttavia è portatore naturale di valori prioritari molto concreti, tra cui il diritto dovere alla tutela della Salute delle persone concretamente minacciata dal Covid, rispetto ai quali non è ammesso schierarsi attivamente con tesi e posizioni opposte.
Punti di vista? Fino a un certo punto.
La scienza non è un punto di vista.
Anzi, è il metodo che, nei limiti dell’umano, distingue una qualsiasi opinione personale confutabile da evidenze reiterate all’infinito, falsificabili ma non falsificate, che avvicinano la probabilità alla certezza, come si può constatare senza pregiudizi con i vaccini e la vaccinazione.

Il noto geologo Mario Tozzi, che da anni si batte per il risanamento climatico, arriva a dire in modo sconfortato che “Solo in Italia la scienza non è cultura”.
Perchè?
Dopo averci riflettuto sono arrivato alla seguente conclusione.
Pur in presenza di inevitabili errori dettati dall’urgenza, la risposta sanitaria pubblica incentrata sull’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla minaccia del contagio e quindi della malattia, è stata non solo positiva ma anche utilizzabile come leva progettuale per il tipo di sviluppo che noi definiamo sostenibile.  Ovvero per una economia con gli occhi alternativa a una economia cieca che non genera inclusione e benessere.
Utopia?
Certamente, rispetto alla realtà che abbiamo di fronte e che ci fa apparire sconfortante che una parte de “la nostra gente” non si renda conto del cosa significhi mettere al primo posto e sullo stesso piano la salute di tutti.
Le analisi sommarie ci interessano fino a un certo punto, ma perché non chiedersi come mai le proteste più violente provengono dall’estrema destra e da quanti, in maniera scomposta, pensano di fare opposizione al governo Draghi senza il ben che minimo aggancio alla realtà?
Il sindacalismo confederale è per sua natura inclusivo e rappresenta tutti.
Ma non bisogna dimenticare che dentro quel “tutti” c’è di tutto, anche chi fiancheggia i nostri avversari e sposa i disvalori che nulla hanno a che vedere con la libertà e la democrazia.
Le proiezioni degli esperti e delle istituzioni preposte, di cui ritengo sia ragionevole fidarsi, ci dicono che nelle prossime settimane contagi e ricoveri aumenteranno, seppure con effetti meno drammatici del periodo in cui non erano ancora disponibili i vaccini.
Il nesso causale è evidente.
Ciò nonostante si continua a parlare di complotti e ipotetiche dittature che definire fantasiose è poco.
Non so cosa ci sia di nebuloso nel fatto che la vaccinazione sia la migliore risposta possibile.
La Pandemia ci sta facendo scoprire forme inedite e preoccupanti di estremismo, di diffidenza e sfiducia preventiva generalizzata, che cozzano contro quella cultura laica tanto cara alla nostra UIL che nei secoli ha illuminato il progresso dell’umanità, sfidando dogmi, ideologie e “credenze” che hanno generato mostri.
La razionalità (scientifica) non è tutto, ma è assurdo farne a meno.
La libertà si tradisce nel momento in cui la si rivendica malamente protestando nei confronti di una supposta "dittatura sanitaria" che in realtà è l’esatto contrario.
La vaccinazione garantita a tutti, alle stesse condizioni, è democrazia applicatauguaglianza sostanziale, da prendere perfino a modello per definire e attuare sempre meglio i diritti fondamentali delle persone.
Non si canta più dai balconi, ci si insulta nelle piazze.
Se continua così usciremo dalla pandemia peggio di come ci siamo entrati.
Occorre recuperare il senso del limite, caricando di umanità, che non è solo razionalità pura, il valore della libertà e della democrazia altrimenti ridotti strumenti freddi in grado di generare tutto e il contrario di tutto.
A questo compito non possiamo sottrarci.
Parlando chiaro a noi stessi e a la nostra gente.

G.G.