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Libertà e Coscienza

Chi ci governa, ha o non ha il dovere di tutelare la nostra salute?
Ha o non ha il compito di agire tempestivamente per mettere in sicurezza la salute dei cittadini e con essa l’economia e lo sviluppo del Paese?
Credo sia questo lo spirito con il quale il Presidente Mattarella ha parlato di dovere morale di vaccinarsi.
Perché vaccinarsi significa essere e sentirsi parte di un destino comune. Variabile al variare del comportamento di ognuno.
Com’è possibile conciliare la libertà di chi non vuole vaccinarsi con la tutela della salute di tutti gli altri cittadini?
I diritti della persona e di tutte le persone non sono scindibili l’uno dall’altro, compreso quello di non assumere medicine o subire trattamenti sanitari che contrastano con le proprie irrinunciabili convinzioni.
Sull’importanza di questo principio, che possiamo definire libertà di coscienza di ultima istanza, non ci sono dubbi.
Ma ci sono momenti e contesti -come la pandemia di coronavirus contro la quale stiamo ancora lottando-, in cui alcune libertà devono essere necessariamente sospese e limitate nello spirito di una autodifesa collettiva, non certo per incrementare e consolidare il potere di qualcuno o di qualche forza politica.
Semmai, siamo penosamente di fronte al contrario.
Solo la consapevolezza della pandemia giustifica lo stato di emergenza nel quale ancora ci troviamo.
Una risposta in grado di conciliare perfettamente la tutela della salute di tutti e la libertà incondizionata di non vaccinarsi, non esiste.

Tutti saremmo felici di raggiungere l’“immunizzazione di gregge” senza ricorrere alla misura estrema dell’obbligo di vaccinarsi, ma escluderla a prescindere è come rassegnarsi a non sconfiggere mai la pandemia, il che è difficile da accettare.
Mettiamo sui piatti della bilancia due cose buone anziché metterle l’una contro l’altra.
Quante volte abbiamo detto (e saremo costretti a ripetere) che la libertà senza coscienza e responsabilità sociale verso la comunità perde molto del suo valore e talvolta può diventare un disvalore?
Chi ha il pallino in mano ha proceduto e continua a procedere per tentativi e aggiustamenti successivi, preannunciando un obbligo di vaccinazione funzionale al raggiungimento della immunizzazione generalizzata.
È un errore procedere per gradi anziché perentoriamente?
L’esperienza, non le teorie e la cultura del sospetto, ci porta a dire sommessamente che giudicare (quello che fanno gli altri) è la cosa più facile del mondo.
Fare, mentre la casa brucia, come nel caso della pandemia, richiede tanta, tanta responsabilità e umiltà di giudizio che purtroppo sono diventate merce rara e quindi pregiata.
A me viene perfino il dubbio che i due governi chiamati a fronteggiare la pandemia non abbiano potuto fare meglio per effetto di reazioni e opposizioni confuse e scomposte, brutte e scorrette, anche subdole e violente, che in democrazia è impossibile ignorare del tutto.
Dato il contesto (lo si può ignorare?) credo che la vera libertà di coscienza l’abbia dimostrata e attuata il Presidente della Repubblica Mattarella, il quale, vincolato solo alla lettera e allo spirito della Costituzione si è “inventato” un governo, indefinibile ma preventivamente definito di alto profilo, per dire alla persona incaricata di formare il Governo che questo era l’obiettivo per il quale era stato chiamato.
Chi non ha validi motivi sanitari o reazioni emotive incontrollabili, da rispettare, si vada a vaccinare.
Ne ha bisogno questa nostra “Povera Italia”, che povera non è solo per il livello non esaltante della classe politica.
Non esiste una risposta perfetta di fronte a una pandemia che ha prodotto già 4 milioni di morti, devastato l’economia mondiale, aggravato la povertà e i problemi preesistenti.
Fatta salva la buonafede di esperti e studiosi di diverso orientamento, che lo confermano, a mio parere non ci stiamo rendendo conto che in Italia stanno funzionando i protocolli che in campo scientifico sanitario governano e garantiscono più di quanto le preoccupazioni legittime e le esternazioni scomposte facciano credere.
La libertà non è un problema.
È il valore umano più grande dal quale ne discendono altri, da difendere, estendere, conquistare e valorizzare.
Ovunque, sempre, in ogni contesto. Anche e soprattutto quando la libertà si manifesta sotto forma di posizione critica.
L’Umanità non avrebbe mai potuto raggiungere i risultati che ha raggiunto in campo scientifico, politico e sociale, senza la voce, il coraggio e la convinzione di minoranze e talvolta anche di singole persone che hanno creduto fino in fondo nelle proprie idee, contro dogmi e ideologie accettate come verità da tutti gli altri.
Il nostro Galileo Galilei, il polacco Niccolò Copernico, hanno lasciato una eredità di inestimabile valore alle future generazioni, all’umanità intera.
Non credo di sbagliare immaginando che ci avrebbero detto: “intanto andate a vaccinarvi”.
La discussione continua, non finisce mai.
Quanto più si cresce culturalmente e civilmente, tanto più si sente il bisogno di discutere e approfondire.
Evitiamo però che la nostra casa comune bruci.
No al cinismo e al disincanto. “Chi salva una vita salva il mondo intero”.

G.G.