DECRETO LEGISLATIVO 30 maggio 2005, n. 145

DECRETO LEGISLATIVO 30 maggio 2005, n. 145

Attuazione  della  direttiva  2002/73/CE  in  materia  di  parita' di
trattamento  tra gli uomini e le donne, per quanto riguarda l'accesso
al  lavoro,  alla  formazione  e  alla  promozione professionale e le
condizioni di lavoro.
 
 Vigente al: 6-4-2012  
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Vista   la  direttiva  2002/73/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio,   del   23 settembre   2002,  che  modifica  la  direttiva
76/207/CEE del Consiglio, relativa all'attuazione del principio della
parita'  di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda
l'accesso  al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali
e le condizioni di lavoro;
  Visto  l'articolo  17  della  legge  31 ottobre 2003, n. 306, ed in
particolare l'allegato B;
  Vista  la  legge 20 maggio 1970, n. 300, recante norme sulla tutela
della  liberta' e dignita' dei lavoratori, della liberta' sindacale e
dell'attivita'   sindacale   nei   luoghi   di  lavoro  e  norme  sul
collocamento;
  Vista la legge 9 dicembre 1977, n. 903, e successive modificazioni,
recante  parita'  di  trattamento  tra  uomini  e donne in materia di
lavoro;
  Vista  la legge 10 aprile 1991, n. 125, e successive modificazioni,
recante azioni positive per la realizzazione della parita' uomo-donna
nel lavoro;
  Visto  il  decreto  legislativo  23 maggio  2000,  n.  196, recante
disciplina  dell'attivita'  delle  consigliere  e  dei consiglieri di
parita'  e  disposizioni  in  materia  di  azioni  positive,  a norma
dell'articolo 47 della legge 17 maggio 1999, n. 144;
  Visto  il  decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, recante testo
unico  delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno
della  maternita'  e della paternita', a norma dell'articolo 15 della
legge 8 marzo 2000, n. 53;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 24 marzo 2005;
  Acquisiti  i  pareri  delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
  Vista  la  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri, adotta nella
riunione del 27 maggio 2005;
  Sulla  proposta  del  Ministro  per  le  politiche comunitarie, del
Ministro  del  lavoro  e delle politiche sociali, del Ministro per la
funzione  pubblica  e  del  Ministro  per  le  pari  opportunita', di
concerto  con  il Ministro degli affari esteri, con il Ministro della
giustizia e con il Ministro dell'economia e delle finanze;

                                Emana
                  il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1.
                       Ambito di applicazione

  1.  Il  presente  decreto  integra  le disposizioni gia' vigenti in
materia  di attuazione del principio della parita' di trattamento tra
gli uomini e le donne e di promozione della parita' attraverso azioni
positive,  per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e
alla promozione professionali e le condizioni di lavoro.
                               Art. 2.
Modifiche  alla  legge  10 aprile  1991, n. 125, in materia di azioni
  positive per la realizzazione della parita' uomo-donna nel lavoro

  1.  All'articolo  4  della  legge  10 aprile  1991,  n.  125,  sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
  «1.  Costituisce  discriminazione  diretta,  ai  sensi  della legge
9 dicembre  1977,  n.  903,  e  della presente legge, qualsiasi atto,
patto   o   comportamento  che  produca  un  effetto  pregiudizievole
discriminando le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro sesso
e  comunque  il  trattamento  meno  favorevole  rispetto  a quello di
un'altra   lavoratrice   o  di  un  altro  lavoratore  in  situazione
analoga.»;
    b) il comma 2 e' sostituito dal seguente:
  «2.   Si   ha  discriminazione  indiretta,  ai  sensi  della  legge
9 dicembre   1977,  n.  903,  e  della  presente  legge,  quando  una
disposizione,  un  criterio,  una  prassi,  un  atto,  un  patto o un
comportamento  apparentemente  neutri  mettono  o  possono  mettere i
lavoratori  di  un  determinato sesso in una posizione di particolare
svantaggio   rispetto   a  lavoratori  dell'altro  sesso,  salvo  che
riguardino   requisiti  essenziali  allo  svolgimento  dell'attivita'
lavorativa, purche' l'obiettivo sia legittimo e i mezzi impiegati per
il suo conseguimento siano appropriati e necessari.»;
    c) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
  «2-bis.  Sono  considerate  come discriminazioni anche le molestie,
ovvero  quei  comportamenti indesiderati, posti in essere per ragioni
connesse al sesso, aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignita'
di  una  lavoratrice  o  di  un  lavoratore  e  di  creare  un  clima
intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo.
  2-ter. Sono, altresi', considerate come discriminazioni le molestie
sessuali,  ovvero  quei  comportamenti  indesiderati  a  connotazione
sessuale,  espressi in forma fisica, verbale o non verbale, aventi lo
scopo  o  l'effetto di violare la dignita' di una lavoratrice o di un
lavoratore  e  di  creare un clima intimidatorio, ostile, degradante,
umiliante o offensivo.
  2-quater.  Gli  atti,  i  patti  o  i  provvedimenti concernenti il
rapporto  di  lavoro  dei  lavoratori o delle lavoratrici vittime dei
comportamenti di cui ai commi 2-bis e 2-ter sono nulli se adottati in
conseguenza  del  rifiuto  o  della  sottomissione  ai  comportamenti
medesimi.    Sono   considerati,   altresi',   discriminazioni   quei
trattamenti   sfavorevoli   da   parte   del  datore  di  lavoro  che
costituiscono  una  reazione  ad  un reclamo o ad una azione volta ad
ottenere  il  rispetto  del  principio  di parita' di trattamento tra
uomini e donne.»;
    d) al  comma  9  dopo  le  parole:  «comma  8,»  sono inserite le
seguenti:  «oltre  a  provvedere,  se  richiesto, al risarcimento del
danno anche non patrimoniale,»;
    e) al  comma  10 dopo le parole: «immediatamente esecutivo», sono
inserite  le  seguenti:  «,  oltre  a  provvedere,  se  richiesto, al
risarcimento del danno anche non patrimoniale, nei limiti della prova
fornita,»;
    f)  al  comma  12,  le  parole: «dei commi 1 e 2» sono sostituite
dalle seguenti: «del presente articolo».
                               Art. 3.
Modifiche  alla  legge 9 dicembre 1977, n. 903, in materia di parita'
       di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro

  1.  All'articolo  1  della  legge  9 dicembre  1977,  n.  903, sono
apportate le seguenti modificazioni:
    a) al  primo  comma  dopo  la  parola:  «lavoro» sono inserite le
seguenti:  «,  in  forma  subordinata,  autonoma o in qualsiasi altra
forma,»;
    b) al  terzo  comma dopo la parola: «contenuti» sono aggiunte, in
fine,  le  seguenti:  «,  nonche' all'affiliazione e all'attivita' in
un'organizzazione  di  lavoratori  o datori di lavoro, o in qualunque
organizzazione i cui membri esercitino una particolare professione, e
alle prestazioni erogate da tali organizzazioni».
  2.  Al primo comma dell'articolo 15 della legge 9 dicembre 1977, n.
903,  dopo le parole: «di cui al ricorso,» sono inserite le seguenti:
«oltre  a  provvedere,  se richiesto, al risarcimento del danno anche
non patrimoniale, nei limiti della prova fornita,».
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 30 maggio 2005

                               CIAMPI

                              Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio
                              dei Ministri
                              La  Malfa,  Ministro  per  le politiche
                              comunitarie
                              Maroni,  Ministro  del  lavoro  e delle
                              politiche sociali
                              Baccini,   Ministro   per  la  funzione
                              pubblica
                              Prestigiacomo,  Ministro  per  le  pari
                              opportunita'
                              Fini, Ministro degli affari esteri
                              Castelli, Ministro della giustizia
                              Siniscalco,  Ministro  dell'economia  e
                              delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Castelli