Documento Allegato allo Statuto

Documento Approvato dal Comitato Direttivo Regionale della UILTuCS Milano e Lombardia del 27 Aprile 2009
 

Le modifiche statutarie effettuate dal direttivo su mandato del VI congresso sono ispirate da un progetto di rafforzamento della UILTuCS di Milano e Lombardia che guarda al futuro, attraverso una interpretazione dinamica della continuità, che tende a valorizzare gli aspetti positivi riguardanti l’impostazione sindacale, la politica dei quadri e la formazione, l’oculata amministrazione e gestione delle risorse umane e finanziarie. 

La tensione verso il miglioramento e il rafforzamento dell’organizzazione è ormai nel DNA della UILTuCS di Milano e Lombardia. 

Essa costituisce il patrimonio di base che consente, se ben utilizzato, di conseguire risultati e obiettivi anche impensabili, in relazione alla storia dell’organizzazione e alle risorse disponibili. 

Il punto fermo di questo progetto è rappresentato dalla dichiarata volontà di dare ulteriore impulso allo sviluppo dell’organizzazione, in termini di maggiore presenza nel territorio e nelle aziende, nella contrattazione e nella bilateralità, nelle competenze e nei servizi, nella comunicazione e nella partecipazione, nell’utilizzo degli strumenti, attraverso una più attenta suddivisione dei compiti per temi, aziende e settori, funzioni e ruoli, basata sul principio di coordinamento e sulla necessità di fare sintesi nei momenti in cui è necessario decidere. 

In questo senso continuità significa: 

continuare il rinnovamento come elemento costante di un modo di essere e di stare nell’organizzazione che non ha bisogno di scadenze e richiami simbolici per accreditare la sua immagine; 

continuare nella valorizzazione dei quadri e dei giovani in particolare, continuare a migliorare le competenze dei nostri delegati e delle nostre delegate con la formazione e l’interscambio virtuoso finalizzato al rafforzamento della contrattazione; 

continuare a rafforzare e sviluppare la nostra presenza nella bilateralità con le idee chiare;

continuare a migliorare i corsi sindacali abbinando le competenze tecniche al grado di consapevolezza del ruolo sociale e della rappresentanza; 

continuare a rappresentare in maniera forte e chiara la nostra organizzazione in tutte le sedi istituzionali e contrattuali, e così via. 

La UILTuCS di Milano e Lombardia dovrà, in poche parole, continuare a promuovere la crescita delle persone come primo elemento di qualsivoglia progetto generale e/o specifico e di sviluppo organizzativo. 

La decisione di modificare lo Statuto, con un Presidente e un Segretario Generale, formalmente dimensionati alla luce di tale progetto, troverà il suo positivo riscontro se potrà giovarsi di una forte consapevolezza e un altrettanto forte spirito di collaborazione, non solo tra le due figure di maggiore responsabilità dell’organizzazione - una delle quali è prevalente sull’altra, in caso di disaccordo, per assicurare la governabilità dell’organizzazione e non certo per coltivare una mentalità gerarchica estranea all’identità culturale della UILTuCS di Milano e Lombardia -, ma anche come disponibilità generalizzata di tutti verso tutti, affinché ciascuna persona dell’organizzazione sia realmente partecipe del suo sviluppo. 

Questo, quando l’organizzazione deciderà, dovrà essere l’impegno di chi sarà chiamato a fare il Presidente della UILTuCS di Milano e Lombardia e di chi sarà chiamato a fare il Segretario Generale. 

Il fatto che, in caso di disaccordo tra il Presidente e il Segretario Generale, la decisione ultima sia affidata al Presidente, deve essere interpretato correttamente. 

Innanzitutto come fiducia verso la persona, che non ne farà un utilizzo improprio, bensì, in caso di necessità, come scelta per il bene dell’organizzazione che, in quanto tale, necessita di certezza nell’attribuzione della responsabilità apicale ultima. 

Che per la UILTuCS di Milano e Lombardia, per l’effettiva importanza della continuità e dell’unità dell’organizzazione, il passaggio statutario di questa responsabilità ultima in capo al Presidente, che nelle intenzioni dichiarate sarà l’attuale Segretario Generale (fermo restando, sia chiaro, la sovranità del Comitato Direttivo che dovrà assumere la decisione finale) rappresenta la più logica e sensata delle scelte. 

Presidente e Segretario Generale saranno impegnati a collaborare lealmente per trasmettere all’interno e all’esterno dell’organizzazione il senso positivo delle nostre decisioni, così come saranno impegnati nel rafforzamento della collegialità, nel rispetto del ruolo e delle decisioni del direttivo e della segreteria, nonché dell’autonomia funzionale e delle competenze di ciascun componente della segreteria e dell’apparato, sulla base del principio di autonomia responsabile che non contrasta con il rispetto dei ruoli, ma viceversa ne innalza il significato nel momento in cui tende a corresponsabilizzare e valorizzare le persone che si occupano di questo o quel settore, questa o quella azienda, questo o quel tema o servizio, questa o quella funzione. 

Il progetto avrà successo se, lungi dal favorire sovrapposizione e duplicazione di presenze e interventi - che creerebbero solo incertezza, cioè l’opposto del risultato atteso -, permetterà alla nostra organizzazione di presidiare al meglio l’area sindacale, in sinergia e coordinamento con quella della bilateralità e dei servizi. 

In mezzo c’è la rappresentanza istituzionale, la funzione organizzativa, la gestione in senso proprio. 

Modificare lo Statuto non significa partire daccapo ma innestare, su una struttura e un apparato che funzionano e producono risultati, una formula inedita che sul campo dovrà dimostrare la sua validità. 

Ai componenti degli organismi, alle delegate e ai delegati, ad ogni componente dell’apparato dobbiamo offrire e chiedere piena collaborazione, a partire dal coinvolgimento chiaro e consapevole nella scelta che stiamo facendo. 

Così facendo contribuiremo a far crescere il senso di appartenenza alla nostra organizzazione che non ha e non vuole avere nulla di corporativo. 

Le organizzazioni sindacali sono strumenti e non fini (a sé stesse). Strumenti di rappresentanza, assistenza e orientamento dei lavoratori, che in Italia si sono materializzati nelle tre Confederazioni CGIL CISL UIL e nel loro storico rapporto unitario, ancorché dialettico e talvolta problematico, che oggi è in crisi speriamo non irreversibile. La R.S.U. è la testimonianza di questo rapporto, che speriamo possa sopravvivere alle divisioni in essere tra le confederazioni.

La UILTuCS di Milano e Lombardia, in tal senso, non può limitarsi a sperare ma deve continuare (a proposito di continuità) a fare la sua parte nel contesto di una interpretazione non banale o semplicemente sentimentale dell’unità. 

Essa è principalmente consapevolezza politico culturale rispetto agli scopi dichiarati del sindacato, alla sua ragion d’essere. 

Senza di essa tutto è più problematico: si indebolisce il potere contrattuale del sindacato, si disperdono importanti conquiste e spazi offerti dalla legislazione del lavoro e dai passati rinnovi contrattuali, la bilateralità ne soffre fortemente, le controparti si rafforzano. 

Domandiamoci, in ipotesi, che importanza può avere aumentare anche di molto gli iscritti a una singola organizzazione, se il risultato finale è l’indebolimento del sindacato nel suo insieme. 

Noi da soli non potremo fare molto, ma l’esperienza insegna che i risultati non si ottengono se tutti rimangono in attesa che altri si muovano e facciano anche la nostra parte. 

Per tale ragione ci dobbiamo apprestare a convivere con una difficile stagione sindacale e a gestire i prossimi rinnovi contrattuali con la disponibilità a confrontarci apertamente e costruttivamente con Filcams e Fisascat, nel tentativo di invertire la tendenza in atto, con l’attenzione rivolta ai contenuti. 

Una ragione di più per avere un gruppo dirigente sostanzialmente unito, all’altezza del compito. 

La UILTuCS di Milano e Lombardia ha nelle sue file giovani di straordinaria coscienza e talento, competenza e senso di responsabilità che il gruppo dirigente ha il dovere di valorizzare. 

Non sono giovani che si trovano per caso nella nostra organizzazione, ma sono frutto di una impostazione, di un modo di osservare e di incoraggiare la crescita, di una visione progettuale costantemente proiettata nella costruzione del futuro. 

Queste caratteristiche sono costate sacrifici e incomprensioni. 

Esse meritano davvero di essere valorizzate e ulteriormente sviluppate nell’interesse della nostra organizzazione e del sindacato unitariamente inteso, soprattutto come senso e scopo. 

La UILTuCS di Milano e Lombardia di strada ne ha fatta tanta all’insegna del miglioramento continuo, della crescita dei suoi quadri, delle sue delegate e dei suoi delegati assieme ai quali possiamo raggiungere altri significativi risultati. 

Questo è il significato autentico del progetto al quale noi siamo chiamati a dare seguito e attuazione.

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