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Da chi e da che cosa dobbiamo difenderci

Se diamo credito alla convinzione dell’imperatore filosofo Marco Aurelio, secondo il quale “ognuno vale tanto quanto le cose a cui dà importanza”, l’attuale Presidente del Paese più “potente” del Mondo, Donald Trump, dimostra di valere ben poco. E per questo è ancor più pericoloso. Il suo slogan America prima di tutto produce danni incalcolabili benché sia destinato a fallire per mancanza di respiro storico e culturale. La sua furia reazionaria ha generato perfino il tentativo di cancellare quanto di buono fatto Obama anche sul cambiamento climatico che, a rigor di logica, dovrebbe essere -come si suol dire, spesso qualunquisticamente-,  di destra, nè di sinistra.

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I nemici dell’Europa (e della Democrazia)

Sono passati 60 anni dal Trattato di Roma che ha istituito la Comunità Economica Europea, al quale sono seguiti quello di Maastricht e da ultimo quello di Lisbona, ma da qualche anno l'Europa non gode di buona salute, anzi, non riuscendo a procedere verso l’unità politica rischia di andare in frantumi come vorrebbero Trump, Putin ed altri personaggi estranei agli ideali e ai valori europei. È vero, l’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa non ha avuto un crescendo lineare. Ci sono state le decisioni di alcuni Paesi che hanno “scelto” di non adottare la moneta unica, poi, nel 2005, ci sono stati anche i referendum di Francia e Olanda che hanno bocciato la Costituzione europea.

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Voucher e appalti, economia digitale, diritti e tutele dei lavoratori

La decisione del Governo Gentiloni di cancellare per decreto i voucher e modificare la norma sugli appalti fa venire in mente La forza della debolezza, un bel libro del compianto cardinale Martini, dedicato a quella parte di umanità che vive in condizioni di oppressione e miseria. Una decisione evidentemente ponderata, accompagnata dall’apprezzabile volontà di non dividere ulteriormente il Paese dopo aver ammesso che sono state date “risposte sbagliate a esigenze giuste”. Quanta tattica o reale volontà di riportare equilibrio in alcune norme che incidono nel rapporto di lavoro, oggi sbilanciato a favore delle imprese, lo si vedrà nel divenire dell’azione di questo governo e di quello che seguirà dopo le prossime elezioni politiche.

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Serve assolutamente un anno di buon governo

Ogni giorno che passa nella inconcludenza rissosa dei partiti (parole del Presidente della Repubblica) aumenta il rischio di andare a votare con sistemi elettorali diversi per Camere e Senato, come se la legge elettorale fosse un dettaglio secondario e non la regola prima del sistema democratico. È sconcertante inconsapevolezza rispetto ai rischi a cui si va incontro, o calcolo spregiudicato di alcune forze politiche che sperano/prevedono di avvantaggiarsene? Qualche analista politico non sprovveduto parla di suicidio della democrazia e di condizione simile al crollo della Repubblica di Weimar che aprì le porte a Hitler e al nazismo in Germania all’inizio degli anni 30 del secolo scorso, nel caso in cui i risultati elettorali delle prossime elezioni non permettessero di formare una maggioranza di governo. Accostamenti esagerati e prematuri?

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