Visita a Milano del Dalai Lama e cittadinanza onoraria

La sospensione della cittadinanza onoraria al Dalai Lama, in seguito alle proteste-pressioni della Cina, che non vuole riconoscere al Tibet alcuna autonomia, suscita delusione e perplessità. Eppur tuttavia non compromette la fiducia nel Sindaco Pisapia che, da buon amministratore ha saputo anteporre l’interesse della città e di expo 2015 alle sua convinzioni personali. La sua è stata la scelta più difficile, non quella più facile, che solo un ubriaco di se stesso come Grillo non riesce a capire, parlando a sproposito, in compagnia di leghisti e populisti poco responsabili.

G.G.

Coppie gay e unioni di fatto

Non è più accettabile che a una persona s’impedisca di dedicare la propria vita a un’altra persona, anche dello stesso sesso. Estremisti e intolleranti, anche se si autodefiniscono moderati, sono coloro che non vogliono una legge che assicuri a tutti il diritto agli affetti e alla famiglia. Si chiami matrimonio, si chiami unione civile o in altro modo, ma non è umano negare per legge a una persona di unire il proprio destino a quello di un’altra.

G.G.


In Grecia ha vinto il partito che quando era al governo aveva truccato i conti pur di entrare nell’eurozona, provocando seri guai al popolo greco e a tutti i paesi europei. È proprio vero che quello della memoria è un problema. Ma occorre chiedersi anche perché ciò si verifica e porsi il problema dell’informazione e della trasparenza senza le quali la democrazia è più apparente che sostanziale. In Grecia ha vinto “nuova democrazia”, ma in Europa deve prevalere la Democrazia che in quanto tale non ha bisogno di essere definita né “vecchia” nè “nuova”.

G.G.

 

Il fatto che ci si chieda se andare o meno alle elezioni anticipate (di soli 6 mesi rispetto alla scadenza naturale della legislatura), ci rende ridicoli agli occhi del mondo.

E il fatto che ciò si verifichi pur sapendo della riunione del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno prossimi, che dovrà assumere importantissime decisioni, con il contributo e il ritrovato prestigio dell’Italia, aggiunge sconcerto e inquietudine.

La domanda è: ma stiamo lavorando per il futuro dell’Italia (in Europa e per l’Europa) o per qualche partito/movimento/gruppo/corrente che antepone il proprio interesse a quello generale?

Esiste o non esiste il senso del limite?  

G.G.