Ungheria: una dittatura fascista nel cuore dell’Europa?

Se un Premio Nobel per la pace come Elie Wiesel, sopravvissuto ad Auschwitz, decide di restituire l'alta l'onorificenza conferitagli a Budapest nel 2004, perchè il governo Orbàn rivaluta i fascisti coinvolti nella deportazione di ebrei ungheresi nei campi di sterminio, e se un solo partito cambia la Costituzione, senza tenere conto dei diritti umani, della libertà di espressione e dell'indipendenza della magistratura, che si tratti di una dittatura non ci sono dubbi. Che sia fascista . . .nemmeno. A ciò conduce inevitabilmente il populismo irrazionale, il potere concentrato nelle mani di una sola persona, di un unico partito, di una ideologia di stato. L'Europa è presa dai suoi gravi problemi economici e finanziari, ma non può accettare una simile realtà.

Visita a Milano del Dalai Lama e cittadinanza onoraria

La sospensione della cittadinanza onoraria al Dalai Lama, in seguito alle proteste-pressioni della Cina, che non vuole riconoscere al Tibet alcuna autonomia, suscita delusione e perplessità. Eppur tuttavia non compromette la fiducia nel Sindaco Pisapia che, da buon amministratore ha saputo anteporre l’interesse della città e di expo 2015 alle sua convinzioni personali. La sua è stata la scelta più difficile, non quella più facile, che solo un ubriaco di se stesso come Grillo non riesce a capire, parlando a sproposito, in compagnia di leghisti e populisti poco responsabili.

G.G.

Coppie gay e unioni di fatto

Non è più accettabile che a una persona s’impedisca di dedicare la propria vita a un’altra persona, anche dello stesso sesso. Estremisti e intolleranti, anche se si autodefiniscono moderati, sono coloro che non vogliono una legge che assicuri a tutti il diritto agli affetti e alla famiglia. Si chiami matrimonio, si chiami unione civile o in altro modo, ma non è umano negare per legge a una persona di unire il proprio destino a quello di un’altra.

G.G.


In Grecia ha vinto il partito che quando era al governo aveva truccato i conti pur di entrare nell’eurozona, provocando seri guai al popolo greco e a tutti i paesi europei. È proprio vero che quello della memoria è un problema. Ma occorre chiedersi anche perché ciò si verifica e porsi il problema dell’informazione e della trasparenza senza le quali la democrazia è più apparente che sostanziale. In Grecia ha vinto “nuova democrazia”, ma in Europa deve prevalere la Democrazia che in quanto tale non ha bisogno di essere definita né “vecchia” nè “nuova”.

G.G.