Brevi riflessioni settimanali del Presidente della UILTuCS Lombardia

Con il Centrosinistra per Cambiare e Ricostruire

Appello agli iscritti e a tutte le persone che vogliono bene all’Italia e alla Lombardia

 

In queste ore andremo a votare per decidere chi governerà l’Italia nei prossimi 5 anni. Dopo la miracolosa liberazione dal governo Berlusconi che non poteva non comportare la necessità di riparare i guasti prodotti - con un governo di emergenza orientato al risanamento finanziario, che però non ha saputo creare lavoro e sviluppo -, adesso siamo di fronte alla concreta possibilità di affidare l’Italia e la Lombardia a una maggioranza di centrosinistra in grado di colmare realisticamente questa lacuna. Per un governo che metta al primo posto il lavoro e le sofferenze sociali che negli ultimi anni si sono accentuate.

Non sembra vero, eppure è a portata di mano un risultato pieno che dopo la vittoria di Pisapia a Milano porterebbe Ambrosoli alla presidenza della Lombardia e Bersani a Palazzo Chigi. Tre espressioni dell’Italia che resiste e vuole risorgere attraverso soprattutto una concezione del bene comune che rivaluta nel contempo la Politica e l’onesto utilizzo del denaro pubblico, la convivenza civile basata sulla cittadinanza che riconosce a tutti uguali diritti e non esclude/discrimina nessuno. Espressioni di un’Italia che vuole rispondere alle urgenze presenti pensando anche alle future generazioni. Espressioni di una cultura politica che vuole archiviare definitivamente il berlusconismo/affarismo che anche in Lombardia, con il contributo del leghismo rampante, era diventato un umiliante sistema a illegalità diffusa, frutto di un gigantesco clientelismo che spremeva il pubblico, cioè i cittadini, per favorire interessi privati circoscritti. Abbiamo la possibilità di cambiare pagina e registro sia in Lombardia (con Ambrosoli, sostenuto da PD, SEL, IdV, PSI, Verdi, Sinistra per un'altra Lombardia) che a livello nazionale (con la candidatura a premier di Bersani sostenuto dall'alleanza del PD con Vendola di SEL, Tabacci del CD e Nencini del PSI) e per questa ragione, carichi di autonomia e responsabilità, vogliamo contribuire alla vittoria dell’unica proposta di governo in grado di cambiare in meglio il paese.

Siamo tra quelli che hanno resistito al berlusconismo quando “dettava legge” e sempre resisteranno a qualsiasi forma di degenerazione del potere che usa le istituzioni per condizionare negativamente la vita pubblica. Così come siamo estranei e contrari al populismo antidemocratico e al frazionismo che divide ma non prospetta soluzioni praticabili.

Il cosiddetto “voto utile” altro non è che un voto responsabile e cosciente per evitare di portare acqua al mulino di una destra inetta e irresponsabile che ha ripetutamente dimostrato di non saper governare, distante e sostanzialmente ostile all’Europa, anche dal punto di vista dei diritti umani e civili.

Che sia per profonda convinzione o per fredda valutazione di ciò che offre la politica nello scenario italiano, la scelta più saggia è comunque quella di votare e far votare per il centrosinistra. Di questo hanno bisogno i lavoratori, i pensionati, la parte sana e produttiva del paese. Per questo motivo ci appelliamo ai nostri iscritti e a tutte le persone che vogliono il bene dell’Italia e della Lombardia.

G.G.

Caritas in Veritate: l’Enciclica di Benedetto XVI per un nuovo modello di sviluppo

La decisione sbalorditiva di Benedetto XVI di “ritirarsi” va solo rispettata , ma chi si occupa di lavoro, persona e sviluppo non può non ricordare il prezioso lascito costituito dalla Sua lettera Enciclica Caritas in Veritate del 29 giugno 2009, nella quale, tra le tante affermazioni di autentico valore fondamentale viene detto chel’esclusivo obiettivo del profitto senza il bene comune come fine ultimo rischia di distruggere ricchezza e creare povertà”. Anche se dedicata allo “sviluppo umano integrale, nella carità e nella verità” della Chiesa Cattolica, la pregnanza di questo scritto cattura il sentimento e la ragione di quanti - credenti, non credenti o scettici - si rendono conto che lo sviluppo derivante dalla sola logica del profitto, oggi, è il problema e non la soluzione. Una enciclica che equivale a una condanna senza appello dell’attuale modello di sviluppo che pur avvalendosi del prodigioso sviluppo tecnologico e di una crescita della ricchezza mondiale in termini assoluti senza precedenti, incrementa le disparità e fa nascere nuove povertà. La mancanza di fraternità tra uomini e popoli è tra le principali cause degli squilibri per superare i quali occorre più cooperazione che competitività esasperata, più governo mondiale non egemonizzato dalla finanza e meno localismi e nazionalismi insensati. Più libertà e tolleranza religiosa (incompatibile con il preteso monopolio della “verità”) che prescrizioni etiche imposte. E tra le luci di questo scritto ce n’è una che dovrebbe illuminare le nostre coscienze e in particolare quella dei legislatori... ogni migrante è una persona umana che possiede diritti che vanno rispettati da tutti e in ogni situazione... Per una società a misura della Persona e della sua dignità.

G.G.

Differenze e similitudini tra Monti e Berlusconi... in relazione a Bersani Vendola

La differenza fondamentale tra Monti e Berlusconi è tra un uomo educato e una persona maleducata che dà il cattivo esempio. Tra un uomo che può rappresentare le istituzioni pubbliche e uno che le occupa e utilizza. Tra chi ha idee e posizioni (opinabili e discutibili) e chi agisce solo per convenienza. Tra chi rispetta e fa rispettare la legge e chi la aggira o se la fa su misura. Tra una persona rispettabile e una volgare e pubblicamente impresentabile, tra un conservatore distante dai problemi sociali e uno che populisticamente e spudoratamente li cavalca... sognando di governare con pieni poteri... alla Mussolini, considerato uno statista che ha commesso qualche errore. Centrosinistra, Vendola (povero Nichi) diritti fondamentali per tutti, progresso sociale e civile... da ostacolare, rappresentano in negativo ciò che li accomuna e rende alternativi all’unica piattaforma di governo praticabile rappresentata dall’alleanza PD SEL PS. Con uno è utile dialogare... e se necessario concordare qualcosa per il bene dell’Italia, all’altro non bisogna più permettere di rovinarla. Ce n’è abbastanza per capire che solo una chiara vittoria del centrosinistra può aiutare il paese e le persone che hanno più bisogno a toccare con mano cosa vuol dire ripresa, da tutti i punti di vista e soprattutto per quanto riguarda il lavoro, il reddito, i servizi sociali che fanno la differenza tra l’inclusione e l’esclusione, assoluta o relativa. Il resto, Grillo e Ingroia soprattutto - con la speranza che non producano guai irreparabili contro Ambrosoli in Lombardia in particolare -, è da interpretare, recuperare e recepire come sacrosanta istanza di cambiamento alla quale solo il rinnovato centrosinistra può dare risposte razionali e positive.

G.G.

Deroghe e flessibilità: servono se non vanno oltre...

La difesa del lavoro è doverosa, a maggior ragione in tempo di crisi e di recessione. Ma ciò che distingue un comportamento imprenditoriale socialmente responsabile da una strategia finalizzata al ridimensionare dei diritti dei lavoratori, consiste nel corretto utilizzo delle deroghe che in tempo di crisi aiutano le aziende in difficoltà a sopravvivere. Anche la flessibilità è necessaria, ma non deve servire ad aggirare le leggi e le normative contrattuali attraverso la discriminazione dei nuovi assunti, ai quali si tagliano le retribuzioni e le tutele sociali. Il ricambio generazionale basato sullo scorretto utilizzo delle une e dell’altra avvantaggia solo l’impresa e non persegue la valorizzazione del lavoro per la quale da sempre si batte la UIL tramite la cultura della partecipazione che presuppone un ruolo importante del sindacato. Insistere oltre misura sulla cosiddetta “flessibilità” di vantaggio in entrata, in contrasto con la stessa riforma Fornero e con la dichiarata volontà di assorbire la precarietà ingiustificata, come chiedono (e fanno) numerose imprese e associazioni, evidenzia in ultima analisi l'intento di alterare gli equilibri relazionali a vantaggio di una cultura imprenditoriale che mal sopporta di convivere con una controparte sindacale dotata di spazi e diritti di rappresentanza adeguati. Il ricambio generazionale basato sullo scambio tra lavoratori stabili in uscita, anche parziale, per (o in attesa di) pensionamento, e lavoratori instabili che costano molto meno, in entrata, sancisce uno scambio innaturale che va oltre la crisi. Questa prima o dopo finirà, e se non mettiamo un argine all’offensiva di quanti la vogliono sfruttare per cambiare regole ed equilibri a favore delle imprese, le deroghe diventano le norme e normalità anche nel dopo crisi.

G.G.