In Grecia ha vinto il partito che quando era al governo aveva truccato i conti pur di entrare nell’eurozona, provocando seri guai al popolo greco e a tutti i paesi europei. È proprio vero che quello della memoria è un problema. Ma occorre chiedersi anche perché ciò si verifica e porsi il problema dell’informazione e della trasparenza senza le quali la democrazia è più apparente che sostanziale. In Grecia ha vinto “nuova democrazia”, ma in Europa deve prevalere la Democrazia che in quanto tale non ha bisogno di essere definita né “vecchia” nè “nuova”.

G.G.

 

Il fatto che ci si chieda se andare o meno alle elezioni anticipate (di soli 6 mesi rispetto alla scadenza naturale della legislatura), ci rende ridicoli agli occhi del mondo.

E il fatto che ciò si verifichi pur sapendo della riunione del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno prossimi, che dovrà assumere importantissime decisioni, con il contributo e il ritrovato prestigio dell’Italia, aggiunge sconcerto e inquietudine.

La domanda è: ma stiamo lavorando per il futuro dell’Italia (in Europa e per l’Europa) o per qualche partito/movimento/gruppo/corrente che antepone il proprio interesse a quello generale?

Esiste o non esiste il senso del limite?  

G.G.

 

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