Il fatto che ci si chieda se andare o meno alle elezioni anticipate (di soli 6 mesi rispetto alla scadenza naturale della legislatura), ci rende ridicoli agli occhi del mondo.

E il fatto che ciò si verifichi pur sapendo della riunione del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno prossimi, che dovrà assumere importantissime decisioni, con il contributo e il ritrovato prestigio dell’Italia, aggiunge sconcerto e inquietudine.

La domanda è: ma stiamo lavorando per il futuro dell’Italia (in Europa e per l’Europa) o per qualche partito/movimento/gruppo/corrente che antepone il proprio interesse a quello generale?

Esiste o non esiste il senso del limite?  

G.G.

 

© 2016 UILTuCS Milano e Lombardia. Designed By DZS - Asso srl