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O integrazione oggi, o gravi problemi domani

La morte di Stefano Rodotà, il cui pensiero vivrà nel tempo e nello spazio senza confini delle cose essenziali, ci ricorda cheIl diritto di avere dirittiè in ultima analisi ildiritto di ogni individuo di appartenere all’umanità, che l’umanità stessa dovrebbe garantire attraverso le sue leggi e i suoi ordinamenti. A ulteriore motivo di riflessione attorno al titolo del suo libro/testamento non è male sottolineare che è stato ispirato dalla lettura deLe origini del totalitarismodi Hannah Arendt (1951) che tutti dovrebbero leggere e rileggere per capire dove conduce la negazione dei diritti e la legalizzazione delle discriminazioni. In Italia e in Europa, checché se ne dica, siamo messi meglio che in altri Paesi e Continenti, ma questo non significa che manchino iproblemi, in modo particolare per quanto riguarda i migranti, la cittadinanza e tutto ciò che ad essa è connesso. Muri o ponti?

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Un “Patto per la fabbrica” o per lo sviluppo sostenibile incentrato sul lavoro?

Cosa c’è dentro il Patto per la fabbrica che Confindustria propone a CGIL CISL UIL? Quali sono i contenuti di questo patto/accordo che, nelle intenzioni del Presidente Boccia, dovrebbe rappresentare una svolta nel sistema relazionale e contrattuale del nostro Paese? Esistono le condizioni per realizzare un simile obiettivo, o siamo di fronte a un altro tentativo di restringimento della contrattazione che toglie anziché dare ruolo ai lavoratori e al Sindacato? Il confronto non si rifiuta, anzi è nel nostro interesse renderlo effettivo mettendo sul tavolo le nostre proposte, nel tentativo di realizzare un punto di incontro al più alto livello possibile sul ruolo della contrattazione.

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Corbyn ci invita ad avere fiducia nelle nostre radici

La realtà è sempre più complessa delle stupide semplificazioni dei politici poco riflessivi, ma ciò nonostante dall’Inghilterra arriva la conferma che destra e sinistra sono sempre esistite e sempre esisteranno, come pure il bisogno di avere leader autentici in grado di guidare e non di farsi guidare dagli eventi. Corbyn non poteva farcela e non ce l’ha fatta a vincere le elezioni, ma il suo relativo successo consiste nell’aver ribaltato le previsioni di molti superficiali analisti che prevedevano catastrofi fin da quando è diventato Segretario del Partito Laburista. Anziché costituire la causa principale del trionfo dei conservatori, Corbyn ha sconfitto il tentativo politico di Theresa May di conquistare la maggioranza assoluta e governare indisturbata, strumentalizzando pesantemente gli attentati terroristici. L’avversario facile alla fine si è rivelato più ostico del previsto, grazie a un profilo umano di prim’ordine e a una chiarezza di idee che gli inglesi hanno apprezzato nonostante la campagna avversa di molti giornali che hanno fatto di tutto per ridicolizzarlo e umiliarlo, ottenendo l’effetto contrario.

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Fare sindacato in assenza della buona politica

Chi opera in campo sindacale con la consapevolezza storica e culturale che in Italia solo CGIL CISL UIL possiedono, oggi incontra difficoltà di comunicazione reale con i lavoratori diverse da quelle che si incontravano in un passato relativamente recente, in conseguenza di una frammentazione che ha favorito una competitività al ribasso in contrasto con lo sviluppo sostenibile di cui il Paese ha bisogno per superare i suoi squilibri strutturali. La frammentazione è causa ed effetto di un discutibile modo di intendere la modernità che ha provocato la crisi della politica e dei suoi gruppi dirigenti, perlopiù, checché se ne dica, meno maturi dei loro predecessori. Più portati a distruggere e a muoversi nel presente da mestieranti della politica, che a costruire futuro attraverso progetti praticabili.

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