Brevi riflessioni settimanali del Presidente della UILTuCS Lombardia

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Trionfo della furbizia o ritorno della buona politica?

La politica è selvaggia per sua natura.
Ma questo non significa che non possa essere di buon livello, come purtroppo non lo è da parecchi anni, per effetto di una degenerazione che si spera abbia raggiunto la sua punta massima.
Si chiama genericamente populismo, in realtà c’è stato “anche” il cosiddetto leaderismo o eccesso di protagonismo personale, a scapito delle idee, dei contenuti e dei programmi che, nell’insieme, dovrebbero costituire il cuore della politica.
Un fenomeno fortemente negativo che ancora persiste e che ha coinvolto anche forze politiche che si pensava fossero immuni, come ha dimostrato (e non è finita) il fenomeno Renzi, da non pochi considerato -nello stile, nel metodo, nel modo di comunicare, nel modo di rapportarsi alla cronaca e in parte anche nei contenuti- una variante del populismo, che si illudeva di sconfiggere l’”avversario” scendendo sul suo stesso terreno.

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Chi chiede “pieni poteri” è fuori e contro la democrazia

Chiedere “pieni poteri” equivale a negare la democrazia.
Chiederli alla viglia di probabili elezioni politiche anticipate non può non allarmare tutte le persone e le istituzioni che invece la vogliono tutelare e sviluppare in una accezione realmente moderna e sempre più sostanziale.
Il che implica la costruzione permanente di una società inclusiva incentrata sulla persona e sui suoi diritti inalienabili, come le moderne democrazie sanciscono nelle loro Costituzioni e nei trattati internazionali di pari valore.
Com’è possibile che un politico con importanti responsabilità di governo arrivi a negare la democrazia che egli stesso, anche per giuramento, ha il dovere di difendere dai suoi nemici interni ed esterni?

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Greta, Carola, Olga... il sostegno alla speranza viene dalla migliore gioventù

Olga Misik è la ragazza che sfida il potere o, per meglio dire, il sistematico abuso di potere che in Russia si identifica con Putin.
Lo fa leggendo ad alta voce la Costituzione russa davanti alle truppe anti-sommossa che il governo di quel regime schiera tutte le volte che c’è da impedire una più che motivata manifestazione di protesta nei suoi confronti.
Un’altra ragazza giovanissima che si mette simbolicamente alla testa di un movimento che va oltre i confini nazionali, abbracciando l’aspirazione universale alla libertà, ai diritti di tutti e di ciascuno, alla giustizia sociale che i regimi illiberali vedono come il fumo negli occhi.
Sarà un caso, sarà una coincidenza, fatto sta che Olga Misik, Greta Thumberg e Carola Rackete sono giovanissime donne che sfidano l’arroganza del potere con una determinazione che fa riflettere.
Questa è la migliore gioventù che fa onore e dà speranza all’umanità, lottando in prima persona.

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Non ci siamo

Secondo il politologo francese Yves Mény la democrazia è un libro aperto, con ancora molte pagine da scrivere.
Pagine che, nonostante tutto, non saranno scritte dai sovranisti di casa nostra che stanno provando a svuotarla e svenderla a chi non la predica e non la pratica a casa propria.
La fiducia nel futuro tuttavia non può e non deve tramutarsi in sottovalutazione di fatti e comportamenti, stili di governo e linguaggi che non hanno nulla a che vedere con la democrazia, anzi la minacciano apertamente.
Non si spiegano diversamente i continui richiami del Presidente della Repubblica ai doveri istituzionali sistematicamente non adempiuti dai due partiti di governo, i quali utilizzano le istituzioni per farsi propaganda, alimentando un clima di interminabile campagna elettorale che nuoce al Paese.