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Apartitici ma non apolitici: segnali forti di speranza

La politica italiana non finisce di dare spettacolo.
Lo fa attraverso certi leader politici che contribuiscono a veicolare l’idea che siamo un Paese inaffidabile.
Per fortuna esistono istituzioni presidiate con grande dignità che, almeno in parte, riescono a rimediare le azzardate prese di posizione dei vari Salvini e Di Maio, tanto bravi a creare problemi quanto incapaci di gestirli.
Dove mai possiamo andare con politici di tale spessore “culturale”?
In parte lo abbiamo visto e capito con il passato governo, in parte continuiamo a vederlo e temerlo nelle vicende pubbliche di questi giorni che contribuiscono ad alimentare la sfiducia e, talvolta, anche il disprezzo dei cittadini verso la politica e le istituzioni.
Che fine ha fatto il senso del limite e della misura, per non dire il rispetto reciproco, se ogni occasione è buona per costruire accuse assurde e inverosimili, come quelle rivolte in queste giorni al Presidente del Consiglio Conte, di aver firmato il trattato europeo Salva-Stati all’insaputa del Governo e del Parlamento?
Trattato che, secondo Salvini e Meloni, svenderebbe l’Italia e gli italiani agli interessi della Germania e delle sue banche?
Al confronto, i giovanissimi del Friday for Future e il movimento delle Sardine, che stanno manifestando pacificamente in tutta Italia -gli uni per la riconversione del modello di sviluppo, gli altri per una politica alternativa a quella che semina odio, razzismo e intolleranza-, appaiono giganti di maturità.

La mancanza di argomenti e di proposte dell’attuale opposizione è spaventosa, così come appare sconcertante e indecoroso lo spettacolo offerto da esponenti e forze politiche di governo che dimostrano di non avere una visione comune e di coltivare solo il loro particolare interesse in vista di “tempi migliori”.
Cosa abbiamo fatto di male per meritarci tanta irresponsabilità e cinismo?
Ancora una volta si dimostra che non basta essere contro qualcosa o qualcuno, è molto più importante essere portatori di proposte e metodi per migliorare qualità della vita di tutti e della convivenza sociale e civile, la quale, in democrazia, è di vitale importanza.
Saper stare insieme, convivere e fare sintesi sui contenuti, quando la si pensa diversamente, è ciò di cui l’Italia ha bisogno e contrasta con la continua creazione di nuovi partiti personali che fanno venire in mente i “troppi galli nel pollaio” destinati a beccarsi l’un l’altro.
Da questo punto di vista è molto positivo il fatto che il movimento delle Sardine -e a maggior ragione il Friday for Future- si dichiari apartitico ma non apolitico, benchè chiaramente alternativo al razzismo e alla politica dell’odio.
La lettura del quadro politico italiano non genera fiducia. Ma le piazze che tornano a riempirsi di persone di ogni età, per chiedere buon governo e che si affrontino i problemi veri delle persone, è motivo di speranza in un futuro migliore che merita di essere alimentato.
Come si sta verificando dal nord al sud del Paese, con Milano che ancora una volta risponde all’appello e fa sue le istanze di sviluppo e rinnovamento.
Un appello che, tradotto ai giorni nostri, equivale a una richiesta di cambiamento che viene da lontano ed è destinata a fare storia, al pari della ragione per la quale è nato ed esiste il sindacato.
La si può girare e rigirare come si vuole, il cambiamento con l’impronta politica del progresso sociale e civile è sempre venuto e sempre verrà dalla sinistra politica e sociale. La quale, nelle sue articolazioni politiche, sindacali e istituzionali, chiede democrazia sostanziale, uguaglianza nei diritti e pari opportunità di studio, di lavoro, servizi e vita reale.
Diritti sociali e civili, lavoro e welfare e qualità della vita, che non può non essere anche qualità della convivenza.
La politica "ridotta" a contrapposizione permanente e pregiudiziale tra schieramenti, gruppi e partitini costruiti a misura delle ambizioni personali, è la negazione di sè stessa.
O questo governo giustifica la propria esistenza con un programma di legislatura adeguato e comprensibile, oppure imploderà miseramente. Anzi, in un certo senso si potrebbe dire che non è mai nato.
I guai prodotti negli ultimi anni non sono facilmente rimediabili a breve, ma bisogna fare di tutto perché ad errori non si risponda con altri errori.
Il logoramento inconcludente non giova all’Italia, fa male a tutti.
Ben venga la sveglia che dalle piazze italiane, gremite di persone di buona volontà, è rivolta a chi la buona politica e il buon governo li può rigenerare.
Saranno capaci di ascoltarla e tradurla in programmi e comportamenti conseguenti?

G.G.


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