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Non solo in attesa di risposte

Che il governo in carica sia qualitativamente diverso da quello che lo ha preceduto, non ci sono dubbi.
Ma che sia in grado di dare risposte adeguate ai problemi del Paese è tutto da vedere.
Sarebbe da irresponsabili sciupare l’occasione offerta dalla “pazza estate” di Salvini, ma ci sono sintomi evidenti che fanno temere il ripetersi di uno spettacolo politico deprimente già visto.
Non è ridicolo constatare che un governo appena nato mostri insicurezza sul da farsi su questioni di primaria importanza come il fisco?
A chi e a cosa dobbiamo la ridicola gara per intestarsi misure o veti che un governo serio dovrebbe spersonalizzare a favore dei contenuti politici e sociali, civili e culturali del suo orientamento?
Salvini ha fatto cadere il Conte 1 ma non è stato in grado di impedire che nascesse il Conte 2, che vede come il fumo negli occhi e contesta a testa bassa con argomenti consoni al suo profilo politico.
Ma nel contempo appare sconcertante come, già dopo poche settimane, all’interno della maggioranza di governo ci siano contrasti e tensioni evidenti, come se la recente esperienza non fosse servita a niente.
Al Sindacato interessa interloquire con il Governo e arrivare al dunque sui contenuti della sua piattaforma unitaria oggetto dell’Assemblea Nazionale delle Delegate e dei Delegati del 9 ottobre al Forum di Assago - Milano.

Non è sopportabile un tira e molla che privilegi le strategie elettorali dei singoli partiti e dei loro capetti, per fortuna non tutti, a danno dei lavoratori e dei pensionati e in ultima analisi del Paese nel caso in cui anche questa maggioranza dimostrare l’incapacità di governare.
Il che sarebbe grave in un contesto sovranazionale pur sempre difficile ma più favorevole di prima, con un commissario europeo agli affari economici come Paolo Gentiloni e un ministro italiano come Roberto Gualtieri che ha già capovolto la filosofia della flat tax a favore della progressività prevista dalla nostra Costituzione, con proposte di taglio delle tasse ai lavoratori dipendenti, come chiesto da CGIL CISL UIL.
I comportamenti di alcuni capetti politici però, fanno temere che tutto possa andare a rotoli prima del previsto, per effetto di veti e ricatti inaccettabili di cui si vedono i segni evidenti.
Se Conte è costretto a dire che “se continua così il governo cade” perché “è inaccettabile che ogni giorno rimarchi uno spazio politico” riferendosi alle continue dichiarazioni e prese di posizione di Renzi, evidentemente il problema esiste.
E se il giovincello e immaturo Di Maio tutto fa tranne che il ministro degli esteri ed immagina di imitare Salvini sugli immigrati, con altri modi ma a sostanza invariata, è chiaro che il problema si ripresenta.
Perchè non si lascia lavorare in pace una Ministra dell’Interno seria e competente come Luciana Lamorgese?
Perché il “Ministro degli esteri” si inventa accordi che ancora non esistono con altri Paesi per il rimpatrio dei migranti che non si considerano profughi?
Per mania di protagonismo, che fa male alla governabilità correttamente intesa, ovvero alla stabilità del governo fondata su un programma che si applica senza bisogno di fare proclami e gareggiare per intestarsi i risultati.
Senza serietà e maturità, ovvero etica della responsabilità (da riscoprire e rivalutare), non si va da nessuna parte.
Questo è il problema di fondo, oggi, della politica, che il governo precedente aveva ingrandito a dismisura, e quello attuale ripropone in misura minore ma ugualmente preoccupante.
Un problema che viene da lontano e che non si risolve con il voto ai 16enni, a freddo, al di fuori di una rivalutazione della scuola, della formazione e dell’educazione.
Personalmente, al momento, dubito possa rappresentare una risposta realistica, solo sulla base della spinta proveniente dal movimento giovanile mondiale sviluppatosi attorno a Greta Thumberg.
Ciò premesso, il Sindacato italiano deve fare la sua parte e credo che CGIL CISL UIL stiano dimostrando di farla, pur in mezzo a enormi difficoltà di contesto politico ed economico, all’interno del quale operano.
Difficoltà di cui è impossibile e non è serio non farsi carico, ma rispetto alle quali le risposte devono essere equilibrate e generatrici di riequilibrio sociale.
Servono investimenti, per creare lavoro dove ce n’è più bisogno.
Per stabilizzarlo e tutelarlo in modo ragionevole e unitario, applicando concretamente la responsabilità sociale d’impresa, che è un po’ diversa da ciò che gli imprenditori e i manager preferiscono fare per il loro tornaconto, spesso personale.
Cosa sono le stock option o trattamenti simili ai top manager, se non questo?
Servono risposte coerenti con lo sviluppo sostenibile sia dal punto di vista ambientale che della coesione sociale, anche all’interno dei luoghi di lavoro, evitando assurde disparità di trattamento.
Così come serve un netto taglio delle tasse ai lavoratori.
Il Sindacato, che per me è l’insieme unitario e la sintesi politica di CGIL CISL UIL, non deve però solo aspettare risposte dal governo.
Deve sollecitarle e favorirle come ha fatto finora con le manifestazioni di sostegno alla sua piattaforma di richieste.
Deve rinnovare e irrobustire la strategia sindacale in chiave contrattuale, affinchè lo sviluppo sostenibile possa inverarsi nei contratti di primo e secondo livello che andiamo a sottoscrivere.
La pirateria contrattuale si combatte in diversi modi, uno dei quali ci riguarda direttamente e passa attraverso la contrattazione inclusiva. Spetta a noi promuoverla e alimentarla.
Le grandi imprese, le grandi catene e i grandi gruppi, non sono estranei alla concorrenza al ribasso nelle gare di appalto che colpisce le lavoratrici e i lavoratori tramite retribuzioni e tutele nettamente inferiori.
Anche su questo, il governo qualche risposta deve darla.
Noi però non dobbiamo aspettare passivamente.
Dobbiamo muoverci con coerenza e determinazione. Il compito che spetta a noi, nessun altro lo può svolgere.

G.G.


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