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Lezioni di Uguaglianza e Umanità

In una società normale, aperta e democratica, naturalmente pluralista, non dovrebbe esserci bisogno di eroi e di gesti eclatanti per affermare e praticare principi di uguaglianza e di umanità.
Così purtroppo non è. Anzi, a volte sembra di vivere in un mondo capovolto dove il bene “diventa” male e chi lo fa presente e si oppone, come può, viene additato come un nemico.
Realismo fondato sugli interessi concreti dell’Italia, opposto a sentimenti, principi e ideologie inconcludenti?
Questo schema appartiene alla propaganda dei sovranisti che hanno già fatto parecchio male all’Italia e altro ne faranno fino a quando non saranno ulteriormente ridimensionati, come già lo sono stati in Europa, dove avevano promesso che sarebbe cambiato tutto.
È anche per nascondere i fallimenti politici e la mancata realizzazione di promesse demagogiche che il ministro dell’interno esaspera lo scontro su determinati problemi.
Nel caso della nave Sea Watch però ha trovato sulla sua strada due giovani donne con la schiena dritta che hanno messo in evidenza e in discussione la sostanziale illegalità e incostituzionalità del decreto sicurezza bis avoluto da Salvini, nella parte in cui pretende di avversare i diritti umani.

Carola Rackete non solo ha fatto quello che era giusto e doveroso fare per salvare naufraghi destinati a morte sicura, resistendo alle minacce e alla ostilità dichiarata di Salvini. Ma lo ha pure querelato e denunciato per gravi offese basate su false notizie e per “istigazione a delinquere”.
Ha agito, ha fatto, ha lottato e continua a lottare contro una interpretazione del potere che pretende di farsi assoluto attraverso l’utilizzo strumentale della legge e delle istituzioni, anche in spregio ad altri poteri e funzioni di rango costituzionale, come quello indipendente della Magistratura. La quale viene attaccata tutte le volte che non aderisce pedissequamente alla volontà del “nostro” ministro.
E difatti il giudice delle indagini preliminari di Agrigento, Alessandra Vella, ha subito i suoi pesanti attacchi con relativa etichettatura politica, dimostrando ancora una volta che il vero foreigner in Italia e in Europa è proprio il capo della Lega.
Lo è chi fuoriesce dallo Stato democratico e dalla civiltà della convivenza, che sono le premesse che permettono di governare nel rispetto della legge e dei trattati, e non di comandare arbitrariamente.
L’umanità, per fortuna, è ricca di persone di ambo i sessi, che hanno fatto e continuano a fare storia, nel senso positivo del termine. Contribuiscono cioè ad un progresso umano e civile incentrato sull’uguaglianza, elemento che presuppone la priorità morale della persona.
Quell’elemento che gli estremisti di destra e i dittatori di tutte le risme invece non riconoscono, opponendosi di fatto all’universalità dei diritti umani.
Nelson Mandela, con la sua eroica lotta contro l’Apartheid, costatagli ben 27 anni di carcere in isolamento, da questo punto di vista è stato un gigante.
La stessa lotta, costatagli la vita, contro il razzismo -che è l’espressione più odiosa e inumana della disuguaglianza-, l’ha condotta Martin Luther King negli Stati Uniti d’America, dove, nel 1955, ha fatto storia la fiera opposizione di una donna di colore, di cedere il posto su un autobus a un bianco.
Con quel “gesto” Rosa Parks diede una spinta poderosa alla lotta contro le discriminazioni razziali che, nel suo sviluppo logico, è diventata lotta contro ogni forma di discriminazione, ghettizzazione e stigmatizzazione di persone considerate diverse, fuori dalla “norma”.
Viviamo nel tempo della cosiddetta intelligenza artificiale, eppure è ancora incredibilmente attuale il problema del razzismo e delle discriminazioni ad esso riconducibili, anche in Paesi considerati tra i più avanzati del mondo. Ora come allora la discriminante prima e ultima è sempre quella della uguaglianza nei diritti e nei doveri.
Senza questa uguaglianza la cittadinanza è formalmente assicurata a tutti, ma sostanzialmente negata a tantissime persone escluse dai diritti individuali, sociali e collettivi.
Oggi si tocca con mano un protagonismo delle donne, non solo per la parità di genere, che induce a riflettere e lascia sperare.
La famiglia dei diritti infatti è una e si articola in ogni dove c’è da lottare contro l’oscurantismo, le ideologie e i regimi oppressivi, le logiche di potere imperniate sul divide et impera.
Diritti e doveri a tutti e per tutti, non sono alternativi al merito e alla sicurezza: tutt’altro. Rappresentano la via maestra per il progresso e del benessere condiviso.
Carola non è e non vuole essere un’eroina, anzi invita i giovani della sua generazione a “non restare seduti”.
Non è questo il momento di vivere di rendita.
Questo è il momento in cui dobbiamo essere consapevoli del rischio di perdere le grandiose conquiste democratiche, civili e sociali.
Serve la discesa in campo di tutte le generazioni, degli uomini e delle donne, degli italiani e degli immigrati.
C’è bisogno di accomunare e affratellare, non di seminare odio e divisioni insensate...

G.G.


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