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Il dovere di essere antifascisti: in Italia, in Europa, nel Mondo

Se una cosa è male in sé, e il male lo ha teorizzato e praticato in modo inumano, è imperativo morale difendersi da questo male affinchè, una volta estirpato, non si riformi.
Un imperativo che, per raggiungere il suo scopo, deve tramutarsi in impegno politico e istituzionale, civile e culturale.
Uno, cento, mille e più fatti, eventi, dichiarazioni, manifestazioni e comportamenti violenti e fuorilegge, giustificano a mio parere il pre-allarme nei confronti di un possibile ripetersi delle condizioni psicosociali che favorirono l’avvento del fascismo.
Se da un lato è possibile che talvolta si esageri la preoccupazione in termini di pericolo immediato, dall’altro però è da irresponsabili sottovalutare tutta una serie di fatti di matrice chiaramente e dichiaratamente fascista, che invece andrebbero stigmatizzati e anche sanzionati a norma di legge.
A proposito di sicurezza, per esempio, bisogna ricordare che quanti più fascisti ci sono in libera uscita, tanto più aumenta l’insicurezza dei cittadini e dei giovani in particolare che si dedicano ad attività culturali, come è successo recentemente ai ragazzi del Cinema America nel quartiere romano di Trastevere.
Sottovalutare la violenza di questi squadristi o di quelli di CasaPound che a Roma occupano da anni uno stabile pubblico non è accettabile ed è molto preoccupante nella misura in cui non si può più parlare di casi isolati. Anzi.

Sarebbe imperdonabile non ricordare che il fascismo germogliò attorno al primo “fascio di combattimento” costituito a Milano nel 1919 le cui violenze furono prima sottovalutate, poi tollerate e utilizzate -guarda caso contro i lavoratori e il Sindacato-, fino a quando fu troppo tardi per porvi rimedio.
Lungi da noi fare delle comparazioni fuori luogo, ma chi opera nel sociale e per la democrazia -che non è solo forma, ma soprattutto sostanza che mette al centro la persona, i suoi diritti inalienabili e i suoi doveri verso gli altri-, sa che i fascisti costituiscono un pericolo pubblico.
Soprattutto quando vengono tollerati ed equiparati ad altri gruppi per arrivare a sostenere assurdamente che fascismo e antifascismo pari sono e ognuno è “libero” stare con chi vuole.
No. Non è così e non deve essere così.
Il dovere di essere antifascisti deriva dalla catastrofica storia d’Italia che, tra il 1919 e il 1945, generò il fascismo e la terribile dittatura fondata sulla violenza, che metteva la sua ideologia, il partito e lo stato fascista, al di sopra della persona.
Sul fatto che il fascismo nacque, si affermò e governò all’insegna della violenza non ci sono dubbi.
Perciò è possibile affermare, senza tema di smentita, che fascismo, violenza e dittatura, nazionalismo e razzismo, sono stati e sono la stessa cosa.
Non solo in Italia.
Così è stato, così è. Non per libera interpretazione, ma per lettura e analisi di fatti, teorie, leggi e comportamenti che hanno dimostrato, in modo incontrovertibile, com’è stata e come sarebbe la vita delle persone sotto una simile, totalitaria e totalizzante ideologia.
È “solo” da questa consapevolezza storica e collettiva che scaturisce la Costituzione antifascista italiana. La quale va interpretata nel modo e con lo spirito dei padri costituenti, che vollero prefigurare una società aperta, coesa e democratica, incompatibile con qualsiasi tipo di dittatura e di regime autoritario che trasforma i cittadini in sudditi.
Una società dove tutte le persone sono uguali nei diritti e nella dignità, dove nessuno deve temere di essere quel che è, dal punto di vita politico, religioso, della sua natura, delle sue origini, della sua provenienza.
Nel lavoro e per il lavoro questo dovrebbe essere sempre garantito.
Il fascismo non è un’idea come un’altra. È una ideologia che ha già dimostrato di essere catastrofica, inumana e, in quanto tale, immorale.
La nostra Costituzione è una “cintura di sicurezza” ma bisogna applicarla e farla vivere.
Sta avvenendo? Non sempre.
Solo in parte. Per responsabilità politiche ma non solo politiche.
Quello che stiamo vivendo è il tempo in cui succede di tutto e tutto può succedere, non solo in Italia.
I cosiddetti sovranisti, all’interno dei quali ci sono i pre-fascisti e i fascisti veri e propri, tentano di organizzarsi su scala sovranazionale e questo non riduce ma aumenta il pericolo di un clima che non favorisce i diritti umani e i valori universali che dovrebbero affratellare l’umanità.
Prima l’America, prima gli Italiani, prima i Francesi e prima gli Ungheresi, sono slogan della moderna e diabolica stupidità contro la quale dobbiamo lottare.
Ci tocca e ci saremo.
Insomma, che ci sia puzza di fascismo è fuori discussione.
Chi la pensa come noi non può non sentirsi vicino a Carola: moderna cittadina planetaria che ricorda, come dice l’amato cantautore Roberto Vecchioni, la fierezza di Antigone...
Salvare vite, rispettare le persone, è più importante dei meschini interessi politici di chicchessia...

G.G.


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