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Il coraggio di esserci nei momenti difficili

I politici peggiori sono quelli che di fronte ai problemi non si assumono le loro responsabilità. Soprattutto quando ricoprono incarichi di governo.
Quelli che i problemi non li affrontano ma li cavalcano.
L’Italia ne ha tanti, troppi di questi politici abituati a fomentare rabbia e proteste nei confronti di coloro che invece le proprie responsabilità se le assumono per favorire la convivenza civile e l’integrazione sociale.
Come ha fatto la Sindaca Raggi, a Casal Bruciato nei confronti di una famiglia rom, alla quale è stata assegnata una casa popolare, intimidita e minacciata dai fascisti di Casa Pound.
La logica elementare presuppone che decidere di chiudere i campi nomadi voglia dire progettare una sistemazione alternativa delle persone attraverso la loro distribuzione nel territorio, nei quartieri e nelle case popolari dove possono meglio integrarsi.
È la società nel suo complesso che trae beneficio dalle politiche attive di integrazione nei confronti di tutte le persone presenti in un determinato territorio.
A maggior ragione se queste politiche si applicano nella Capitale d’Italia.

Ognuno è libero di valutare Virginia Raggi come meglio crede, ma quanto meno, in questo caso, è lei ad aver dato uno schiaffo morale al governo e in particolare ai due vicepresidenti del consiglio che fanno passare in second’ordine perfino i loro doveri d’ufficio.
Doveri che implicano il mettersi dalla parte della legge, a protezione dei diritti dei cittadini, contro chiunque li minacci con la violenza.
Chi conosce la fenomenologia della violenza politica che ha prodotto il fascismo sa benissimo che lasciar fare equivale a mettersi dalla parte di chi la esercita anche spudoratamente.
Se c’è una cosa che il fascismo ha lasciato, come lezione storica da non dimenticare mai, è il fatto che esso nasce nel momento in cui si comincia a tollerare la violenza nei confronti di persone e gruppi considerati nemici o inferiori.
Essere antifascisti, come in primo luogo lo è l’Italia con la sua Costituzione, implica una serie di cose che stanno a cavallo tra la cultura e lo sbarramento giuridico istituzionale verso quella folle ideologia che tanto male ha fatto a milioni di persone in Italia e in Europa.
Vuol dire scegliere di essere umani sempre e per sempre.
Ciò implica il dovere di stroncare tutte le manifestazioni di violenza connotate da odio pregiudiziale nei confronti di persone considerate inferiori.
Un’altra lezione da ricordare è che le ideologie prive di pensiero autentico hanno bisogno di personaggi ridicoli che osano e si prestano.
Ne consegue che l’antifascismo non è mai inutile e men che meno superato, anzi è sempre necessario, a prescindere dal fatto che il pericolo sia imminente.
È proprio per evitare che lo diventi che c’è bisogno sempre di antifascismo attivo, nella scuola, nel lavoro, nella società, nelle istituzioni, nella cultura e nelle famiglie.
Considerarlo superato è un modo subdolo di dare copertura ai fascisti dichiarati e non dichiarati, al razzismo che li anima, come se le discriminazioni odiose e la violenza che generano fossero questioni di forma e non già di sostanza che tende a rinascere in forme diverse.
Che altro significato ha l’intervento sistematico di queste squadracce nei quartieri di Roma per impedire a “certi” legittimi assegnatari di entrare nella casa popolare a loro assegnata, se non la riedizione in nuce dei fasci di combattimento di triste memoria?
Se proviamo ad immaginare che ce ne sia uno in ogni città e magari in ogni quartiere di quelle più grandi, capiamo meglio cos’è l’antifascismo, sia in chiave preventiva che punitiva e repressiva, quando di mezzo c’è la violenza.
La tolleranza verso gli intolleranti quando di mezzo c’è la violenza è inammissibile, produce solo irresponsabile autolesionismo.
Che italiano è il giovane che urla “ti stupro” alla mamma di numerosi figli che tenta di entrare nella “sua” casa?
Oggi, purtroppo, dire e fare cose “normali” è diventato un atto di coraggio. La Sindaca Raggi si è presa insulti immeritati, ha difeso la legalità, le istituzioni, il rispetto degli ultimi e dei “diversi”.
Altri, in cerca solo di applausi e consenso, no.
Stiamo parlando del governo, di Salvini e Di Maio? Sì.
Sapevamo che l’Italia fosse messa male, ma non pensavamo si potesse arrivare fino a tanto.
I “valori civili attaccati anche da chi governa” rappresentano un fenomeno che non può non inquietare, come ha evidenziato la giovane maturanda del liceo Virgilio di Milano, Francesca Moneta, a Montecitorio, davanti al Presidente della Repubblica. Con il sigillo di Papa Francesco che dice “soffro per voi, non è civiltà”.
Capire l’essenza dell’antifascismo, oggi, è più importante che mai.
Esserci, anche al posto di chi dovrebbe esserci e non c’è, è un dovere inderogabile.
Altro che Casa Pound al Salone del Libro e derby demenziale tra fascismo e antifascismo...

G.G.


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