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Lo spread che inquieta di più non è solo quello finanziario

Pensavo di riflettere attorno ai negozi aperti o chiusi la domenica, invece le “decisioni” prese dal governo del cambiamento, che a me sembra promotore di un generalizzato arretramento, mi hanno indotto a tornare sull’argomento che inquieta le persone responsabili, le quali sanno, per esperienza diretta e indiretta -non solo per logica finanziaria-, cosa può succedere di negativo quando si gioca d’azzardo e si fuoriesce dalle regole condivise dalle istituzioni di cui si fa parte. L’argomento del giorno -destinato a condizionare il futuro dell’Italia e degli italiani, nel caso in cui le misure preannunciate saranno recepite in toto nella legge di bilancio- è il debito pubblico. In particolare il come hanno deciso di fronteggiarlo, Lega e 5 stelle, in contrasto con il ministro dell’economia e delle finanze, Tria. Contrasto risolto? Può anche essere che non sia così, visto che non si è dimesso. Questa forzata convivenza, per altro, contribuisce a farci comprendere la consistenza di una anomalia che prima o dopo si dovrà risolvere. In che modo, lo capiremo vivendo, come si suol dire.

L’azzardo del governo contiene due aspetti principali. Da un lato, la “fantastica” previsione di una crescita indotta dalle programmate misure -reddito di cittadinanza, sgravi fiscali e pensioni in particolare, anche se ancora da strutturare-, tale da assorbire il maggior deficit con il quale vuole finanziarle e da migliorare il rapporto tra Prodotto interno lordo e Debito pubblico. Dall’altro, la qualità delle misure stesse che appaiono mal concepite, profondamente ingiuste (condono e fisco antisociali) e finanche pericolose. Nell’insieme possono generare l’effetto opposto da quello “teorizzato”. Se aiutare le persone in gravi difficoltà è sicuramente un bene, questo non significa che bisogna incoraggiarle a rimanere disoccupate o a perdere il lavoro pur di percepire 780 euro senza fare nulla o legare questo reddito (impropriamente definito di cittadinanza) a ipotetiche offerte di lavoro che non arriveranno mai o in misura ridottissima. Quante offerte potranno arrivare nelle regioni d’Italia con tassi di disoccupazione, specialmente giovanile, elevatissimi? E che disponibilità avranno le imprese ad assumere disoccupati di lungo periodo? Con quale tipologia contrattuale saranno eventualmente assunti? Quando si fanno proposte così impegnative bisognerebbe avere la serietà di strutturarle. Invece finora si è preferito rimanere sui titoli, manovrando politicamente fino al punto di programmare l’inizio dell’erogazione effettiva di questo reddito a marzo/aprile 2019, guarda caso alla vigilia delle elezioni europee. Perché, se sono così coraggiosi e preparati, con le coperture finanziarie che dichiaravano di avere in campagna elettorale, non lo fanno partire dal primo gennaio 2019, dopo ben 7 mesi di governo? Evidentemente perché lo stesso 2,4% di deficit programmato per il prossimo triennio non basta a coprire tutte le promesse fatte, per realizzare le quali dovranno effettuare “spostamenti di spesa” e tagli che potrebbero suscitare proteste, anche sindacali, alle quali i demagoghi al governo non sono abituati. Per esempio, sarà confermato o abolito il credito di imposta a favore della formazione relativa a impresa 4.0? Il blocco dei finanziamenti destinati al risanamento delle periferie, in questo senso, è indicativo di una volontà che mira a concepire l’attività di governo come una sorta di campagna elettorale permanente, mirata all’attuazione del programma di due partiti che sono diventati alleati sulla base di un patto di potere che tende a spartirsi il Paese. Hanno bisogno di parole forti, di continua propaganda, ma non hanno e non possono avere la visione unitaria di cui ci sarebbe e ci sarà bisogno per affrontare costruttivamente i problemi di un tempo, il nostro tempo, che non perdona chi non li sa o non li vuole affrontare. L’assistenzialismo è la piaga storica del Sud, non la soluzione dei suoi problemi. Le frodi, l’evasione fiscale, l’illegalità diffusa e la criminalità collusa con la politica, rappresentano fenomeni da combattere con determinazione, non da premiare come si propone di fare il governo con un condono, neanche tanto mascherato, che il compare degli evasori vorrebbe portare fino a un milione di euro. Roba da matti. Lo spread decisivo, in definitiva, è morale (non moralistico), civile e culturale. Lasciamo in pace gli immigrati che di problemi ne hanno fin troppi. Lasciamo stare l’Europa che può solo aiutarci e proteggerci meglio. Chi si sta occupando dei nostri problemi rischia di aggravarli. Speriamo sinceramente di sbagliare e di non imboccare strade senza ritorno...

G.G.


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