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Una brutta piega

L’Italia rischia di sbandare per mano di un non governo incapace di decidere e di attuare il cambiamento promesso. L'emergere di queste prime titubanze non è di per sè negativo, anzi è un primo, sia pur confuso, ridimensionamento delle promesse fatte. Ma è tutt’altro che un ravvedimento operoso. Ci fossero soldi disponibili e libertà di spendere aumentando il deficit e il debito, si capisce che lo farebbero, mentre con i mercati all’erta e qualche ministro più “educato”, l’impresa di applicare il contratto di governo è più ardua. Perciò il governo prende tempo su tutto, ma intanto asseconda la linea dura su migranti, minoranze e non assimilati che, oltre ad essere antistorica, è anche contraddittoria e controproducente nel momento in cui si tenta di mettere il nostro Paese a disposizione di una internazionale reazionaria e regressiva che sta minacciando la democrazia e la convivenza. Se l’Italia vuole la riforma del trattato di Dublino, per realizzare la distribuzione dei migranti che hanno diritto di rimanere in Europa in tutti i Paesi che ne fanno parte, lo deve dire chiaramente con la voce del Presidente del Consiglio e di chi la rappresenta per quello che è, non per quello che la si vuole far diventare.

Quella del “nostro” ministro dell’interno è una posizione politica ben precisa che usa i migranti per colpire tutti, come si evince dalla classica schizofrenia tra l’essere intolleranti verso le persone fragili, e permissivi nei confronti di chi meriterebbe ben altro trattamento che la preannunciata “pace fiscale”. Non una sola parola spesa nei confronti dei mille grandi evasori totali scovati dalla guardia di finanza che colpisce al cuore tutti i cittadini che pagano “regolarmente” le tasse. Questi sono i veri clandestini civili da combattere severamente e punire adeguatamente, non gli uomini e le donne e i bambini terrorizzati da esperienze inaudite che quanto meno dovrebbero essere rispettate. Non lo fa Trump con i suoi brutali ordini esecutivi che sono autentici crimini contro l’umanità quando osano strappare i figli alle mamme e ai padri; non lo fanno quei governi di Paesi aderenti all’Unione che tradiscono il grande ideale della convivenza pacifica incentrato sulla dignità della persona sulla quale è fondata; non lo fanno quei politici di casa nostra che tentano di apparire come difensori dei cittadini italiani contro gli stranieri, ma in realtà sono schierati a sostegno di una società squilibrata, fondata sui privilegi e le disparità, a prescindere dal fenomeno degli immigrati, artatamente ingigantito per tornaconto politico. Fenomeno che la buona politica dovrebbe utilizzare come occasione straordinaria di integrazione sociale e sviluppo sostenibile in un’ottica di coesione sociale complessiva, come suggerisce lo studio scientifico della popolazione chiamato demografia, che qualsiasi governo dovrebbe assumere come importante, anche se non unico, punto di riferimento. Quando si perde l’umanità si perde tutto e può succedere di tutto: almeno questo bisognerebbe ricordarlo. C’è da chiedersi che idea hanno della democrazia i politici che un attimo dopo aver vinto le elezioni “utilizzano” le istituzioni anziché mettersi al loro servizio, come impone la Costituzione sulla quale hanno appena giurato. Dopo qualche settimana di governo siamo costretti a constatare che abbiamo un ministro dell’interno compartecipe di una cordata internazionale di abbruttimento umano e civile, rispetto alla quale la democrazia è oggettivamente a rischio nella sua parte essenziale. Quella che include i diritti fondamentali di tutti e di ciascuno, senza ingiustificabili discriminazioni. Quella che garantisce l’indipendenza della magistratura, la libertà di informazione, la protezione di quanti combattono contro la corruzione e la criminalità di casa nostra. L’indegna minaccia di togliere la scorta a Roberto Saviano, deve far riflettere. Di che cosa non sono capaci questi politici? Tutti quelli che hanno a cuore la democrazia devono re-agire adeguatamente e con spirito unitario. Se sbanda questo governo si fanno male anche i passeggeri, perciò dobbiamo stare all’erta e impedire, per quanto ci è possibile, che trionfi lo sfascismo...

G.G.


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