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Stanno giocando con la democrazia

All’interno dell’Unione Europea non esiste un solo modo di concepire e interpretare la democrazia. Ne fanno parte Paesi e Capi di governo che predicano e praticano la cosiddetta “democrazia illiberale”, la quale rende la vita impossibile ai partiti di opposizione, non riconosce i diritti umani, si tramuta in regime. L’Ungheria di Orban ne è un esempio, seguita da altri Paesi che dalla Ue prendono i vantaggi ma non rispettano gli impegni comuni. Se dipendesse dal Segretario della Lega Salvini, che preferisce il despota Putin alla civiltà dei diritti e dei doveri incardinati sul principio della convivenza pacifica, il pluralismo democratico sarebbe pesantemente avversato come avviene nei regimi. Il problema diventa serio nel momento in cui nasce un governo a due con un programma che, al dunque, significa scambio di deleghe e che permette a ciascuno dei due contraenti di governare facendo propaganda fino alle prossime elezioni, alimentando un clima che, lungi dal favorire il cambiamento di cui ha bisogno, lacera l’Italia e la porta fuori strada.

Chiedere “mani libere” su migranti e insediarsi al ministero dell’interno è già di per sè un atteggiamento minaccioso, destinato ad alimentare la guerra tra poveri che va in direzione opposta delle politiche attive per integrare e includere chi è fuori o ai margini. Così come è indicativa la decisione riguardante gli asili nido gratuiti solo alle famiglie italiane, senza alcun’altra specificazione. Prevale una deleteria logica di scambio che non ha nulla di unitario e di nazionale, alla quale il “ragazzo di Grillo” si sottomette pur di realizzare un avventuroso compromesso di governo che non ha nulla di storico. Anzi, il senso storico è proprio quello che difetta a questi due giovani politici che si contendono il primato della furbizia e della spregiudicatezza. La storia insegna che le situazioni possono scivolare di mano e diventare ingovernabili, come in parte sta già avvenendo attraverso il gioco equivoco della cosiddetta democrazia diretta. Decidono le minoranze delle minoranze, organizzate e pre-orientate, che aumentano a dismisura il potere di poche persone le quali, poi, si arrogano il diritto di non riconoscere le minoranze vere che della democrazia sono parte essenziale. Chi vince le elezioni ha il diritto dovere di governare, ma quello che non è chiaro, in Italia in particolare, è il bilanciamento e la delimitazione dei poteri che danno forma e carattere alla democrazia e non permettono a chi governa di adottare misure in chiaro contrasto con la nostra legge base che si chiama Costituzione, alla quale sono assimilabili anche i trattati internazionali. L’una e gli altri non sono istituzioni, organismi immodificabili, anzi, vivono nella storia e confermano la loro validità attraverso integrazioni e modifiche funzionali che nel tempo si rendono necessarie. Il governo che sta per nascere (nascerà? Chi sarà il Presidente del Consiglio? Non è un po’ strano chiederselo con un programma già sottoscritto?) rappresenta un rischio per l’Italia. La mia impressione è che si stia giocando col fuoco, sulle spalle di un Paese che non trova pace e che non riesce a far emergere gruppi dirigenti capaci di costruire futuro. Troppo presi con i giochi di potere che antepongono le carriere personali agli interessi generali del Paese. Cosa non concederebbe Di Maio pur di arrivare all’agognata Presidenza del Consiglio? È arrivato a dichiarare “a noi questa, a voi tutto il resto”.  Salvini l’ha capito e ne approfitta, come si vede anche dai punti che sono scomparsi o sono diventati generiche enunciazioni. Che fine ha fatto il lavoro? Che fine hanno fatto gli investimenti che dovrebbero crearlo a fronte di costi annui che vanno oltre i 100 miliardi? In che cosa consiste la lotta alla precarietà? E mentre i “cervelloni” dei due movimenti elaboravano il programma del governo del cambiamento, giovani e giovanissimi operai sono morti sul lavoro, ma nemmeno queste ulteriori drammatiche “notizie” sono bastate per dedicare alla Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro l’attenzione dovuta. Cosa dirà e farà adesso Mattarella? Ormai siamo al dunque... o no?

G.G.


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