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Congresso: La UILTuCS Lombardia c’è

In un mondo suggestionato da pericolosi impulsi regressivi, alimentati da comportamenti fraudolenti e politicamente mirati, un Sindacato, consapevole del proprio ruolo e delle difficoltà di contesto politico istituzionale del nostro Paese, si pone il problema del come interagire con i cambiamenti che coinvolgono il lavoro e tutto ciò che ad esso è correlato. Contrattazione, previdenza, diritti, formazione sindacale e professionale, servizi, salute e sicurezza, appalti, organizzazione e orari di lavoro, precarietà immotivata, retribuzioni, welfare pubblico e contrattuale. Confrontarsi e scontrarsi con filosofie produttive che mirano a comprimere il lavoro umano non è facile ma è necessario da parte di organizzazioni sindacali a vocazione confederale come la nostra. Come la storia insegna, infatti, le grandi difficoltà possono tramutarsi in opportunità che, se colte e ben utilizzate, permettono di uscirne vivi e più forti di prima. Ne siamo stati capaci, finora, in relazione agli anni peggiori della crisi e all’indebolimento dei diritti che rendono più difficile la sindacalizzazione dei lavoratori e dei giovani in particolare?

Ne saremo capaci nel prossimo futuro? Certo, la carenza della buona politica non aiuta, come le norme “squilibrate” sul lavoro dimostrano, ma un sindacato maturo deve contare, in primo luogo, sulle proprie forze e sulla propria autonomia per organizzare e rappresentare al meglio i lavoratori nella contrattazione collettiva, dentro la quale c’è anche la tutela individuale. A maggior ragione lo deve fare la UIL e la UILTuCS che ne fa parte, per sopperire con l’organizzazione, la collaborazione e il coordinamento, alle sue fragilità e carenze strutturali che non sarebbe serio ignorare. Esserci, per meglio incidere nell’attività sindacale e nella produzione dei servizi, quindi, è necessario sia per le Confederazioni che per le Organizzazioni sindacali di categoria come la UILTuCS, a maggior ragione in una regione come la Lombardia, la quale, per numero di abitanti (oltre 10 milioni) e di imprese e per consistenza economico finanziaria rappresenta una sorta di Stato nello Stato. Il salto di qualità che vogliamo fare richiede il prendersi cura dell’Organizzazione in modo più strutturato e progettuale, facendo diventare patrimonio comune le buone pratiche, le competenze e le esperienze. Ne abbiamo bisogno tutti per incrementare e migliorare la nostra presenza nei luoghi di lavoro e nei contesti relazionali in cui siamo impegnati. Idee strutturate e incrollabile adesione/fiducia nei diritti umani, forte pragmatismo organizzativo e professionale, persone motivate, adeguatamente formate e coordinate, costituiscono il mix necessario di cui ha bisogno oggi un’organizzazione sindacale matura che non si accontenta di operare solo di rimessa. Questa è la configurazione della UILTuCS Lombardia. Un laboratorio in funzione permanente, che sperimenta nella quotidianità il passaggio dall’elaborazione culturale all’azione sindacale concreta, fine ultimo del nostro lavoro. Questo vogliamo dire quando affermiamo che la UILTuCS Lombardia c’è. Un atto di volontà che diventa programma di lavoro e sviluppo permanente a favore di ogni provincia, che il gruppo dirigente si impegna a portare avanti in collaborazione con la Segreteria Nazionale. La nostra è una ri-partenza, non una partenza da zero, come dimostrano gli incoraggianti risultati raggiunte nei territori in cui come abbiamo avuto la possibilità di intervenire. Lavoro da fare ce n’è tanto, il destino del sindacato è sempre quello di lavorare in salita, ma non bisogna mai dimenticare che il suo scopo principale, oggi piú che mai, è quello di fronteggiare la supposta neutralità del "pensiero unico" per conto del quale si svuotano diritti e tutele sociali, soprattutto delle lavoratrici e dei lavoratori più deboli. Lo spazio della collaborazione con le imprese e le associazioni che le rappresentano c’è e va perfino rafforzato nell’interesse comune, ma sulla base del rispetto reciproco che, nel dialogo, nel confronto e soprattutto nella contrattazione, si materializza. Questo e non altro è il cardine del sindacalismo democratico, che non esiste per assecondare, ma per tutelare e valorizzare il lavoro umano. Questo è il tipo di sindacalismo per il quale ci sentiamo di affermare che “La UILTuCS Lombardia c’è”.

G.G.

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