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Buon Natale a tutti: soprattutto a chi ha freddo... lontano da tutto e da tutti

Ci sono parole che dovrebbero certificare la comune appartenenza a una civiltà, invece dividono e contrappongono tanto da confermare, eccome, che destra e sinistra non sono categorie del passato ma di un presente più vivo che mai. E che la minaccia venga dalla destra nazional populista e para fascista/razzista non ci sono dubbi. Va bene l’intelligenza artificiale, va bene tutto… quello che migliora la salute, la sicurezza e la qualità della vita delle persone, ma oggi più che mai si sente il bisogno di riaffermare i punti fermi della convivenza nella diversità, in antitesi alla guerra di tutti contro tutti -e di quella tra poveri in particolare- che sarebbe la risultante inevitabile del lasciar fare quello che vuole a chi vince le elezioni. Far parte di una comunità, nazionale o sovranazionale, significa assumersi determinate responsabilità nell’interesse superiore di tutti, acquisire diritti e doveri all’interno di regole condivise, come non stanno facendo alcuni capi di governo e forze politiche pronte a distruggere il futuro, attraverso la messa in discussione di conquiste storiche che hanno aperto la strada alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Molta inquietudine del nostro tempo è figlia di politiche e politici spregiudicati che pensano solo a come vincere le elezioni attraverso promesse disorganiche e frammentate che, intanto distruggono quanto di buono è stato fatto prima e poi si vedrà, come se la storia non avesse insegnato nulla. Insomma, la lotta per il potere è ineliminabile, ma spingerla oltre i punti fermi custoditi nella “casa di vetro” che ospita l’Organizzazione delle Nazioni Unite, è il pericolo incombente dei nostri giorni. In America Trump vorrebbero eliminare dal lessico istituzionale le parole vulnerabilediritto, diversità, basato sull’evidenza, basato sulla scienza, transgender e feto. Perché? Evidentemente è consapevole del fatto che rappresentano conquiste e obiettivi contrapposti a quelli presenti nel suo “programma di governo”. Parole chiave sulle quali si possono costruire e si costruiscono piattaforme elettorali, programmi di governo e metodi di comunicazione contrapposti, come lo sono, all’evidenza, gli stili di governo tra chi c’era prima e chi c’è adesso alla guida del più potente Paese del mondo, le cui scelte, anche in campo finanziario e fiscale, si riflettono a livello globale. In Italia e in Europa, checché se ne dica, siamo messi meglio, ma i problemi non mancano, come dimostra la confusa campagna elettorale già in atto, che si spera possa essere meglio orientata sui contenuti da personaggi più credibili e competenti di quelli emergenti e riemergenti che occupano la scena dell’odioso e inconcludente batti e ribatti incentrato sulle persone. Si dica e si pensi ciò che si vuole, l’impegno politico diretto con Liberi e Uguali di Grasso e Boldrini, rappresenta una nota di speranza. Preciso che non ho ancora deciso per chi votare, ma ai miei occhi queste due persone hanno quel che manca a molti politici di governo e di opposizione: profondità di pensiero, tenuta sui principi, competenza e credibilità personale. Di questi tempi fanno la differenza per chi ha un’idea alta e positiva della politica. Nei momenti di crisi e di messa in discussione dei punti fermi della nostra Costituzione, é bene ricordare che al fascismo e al nero tragico della politica si arriva poco alla volta e che l’antifascismo consapevole, oggi, a tutti i livelli, è più necessario che mai. Guai, per i nostri figli e le future generazioni, sottovalutare questo problema o credere che sia estraneo alle lacerazioni presenti nella nostra società. La volontà di Trump di eliminare quelle parole rappresenta un attacco diretto alla democrazia, come lo è quello dei suoi simpatizzanti che, come dei Robin Hood al contrario, danno ai ricchi ciò che tolgono ai poveri e a chi vive del proprio lavoro. A questo porta la riduzione indistinta delle tasse e dei contributi sociali. Buon Natale a tutti e in particolare a chi non ha un lavoro, non ha tregua e serenità nel lavoro, a persone segregate e schiavizzate, perché la speranza possa tornare ad alimentare concretamente la loro vita. L’aereo che in questi ha portato 160 persone dai “campi” libici nel nostro Paese è una buona cosa. Viva l’Italia. Viva questa Italia!

G.G.


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