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Pirateria contrattuale a 4 e 5 stelle

Il Consiglio Nazionale dell’ Economia e del Lavoro, presieduto dall’esperto di diritto del lavoro, Tiziano Treu, ha riportato al centro dell’attenzione il problema della pirateria contrattuale che, nel corso degli anni, ha prodotto un’infinità di contratti fasulli, sottoscritti da organizzazioni non “adeguatamente” rappresentative, al solo scopo di tagliare la retribuzione oraria e i diritti dei lavoratori, con l’attiva e passiva complicità di buona parte della politica, in tutt’altre faccende affaccendata. Un’attività sostanzialmente antisociale, che ha come utilizzatori finali non poche grandi e medie imprese, attraverso il gioco dei lavori dati in appalto ad altre imprese di servizi che li svolgono per conto loro mediante capitolati di “incivile” convivenza/connivenza. Gli accordi su Rappresentanza e Rappresentatività, sottoscritti da CGIL CISL UIL con le principali organizzazioni imprenditoriali, furono concepiti per rafforzare la democrazia sindacale attraverso il riconoscimento politico istituzionale della reale rappresentatività che, di per sé, doveva e dovrebbe impedire la pirateria contrattuale, in linea con quanto previsto dall’art. 39 della Costituzione.

Quello che per esempio avviene, all’interno di buona parte degli Alberghi a 4 5 stelle delle principali città metropolitane e località turistiche italiane, dimostra che il sistema degli appalti è agli antipodi della responsabilità sociale d’impresa. Un sistema che spesso produce anche un subappalto che,  quando si applicano contratti pirata, diventa un furto retributivo e contributivo che gli appaltanti e gli appaltatori si spartiscono, mediante l’utilizzo di cooperative sui generis, costituite e manovrate da loro stessi. A che (e a chi) serve registrare quasi 400 mila visitatori in più nei primi otto mesi del 2017, solo a Milano, rispetto al 2016, se all’interno degli Alberghi a 4 e 5 stelle del capoluogo lombardo alle lavoratrici addette alla pulizia e riordino delle camere viene riservato un trattamento a dir poco discriminatorio? Così anche nel resto d’Italia. Gli albergatori non c’entrano nulla, perché appaltano il servizio? Ma sono loro che impongono gli avventurosi capitolati d’appalto che costituiscono la causa prima dello sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori delle imprese di pulizia. Perlopiù donne che svolgono un lavoro pesante, di braccia, di gambe e di schiena, che logora e consuma, considerato gravoso anche ai fini dell’anticipo dell’età pensionabile e che, semmai, meriterebbe di essere retribuito meglio di altre mansioni di pari livello contrattuale. Invece vengono totalmente penalizzati dal punto di vista retributivo e della sicurezza sociale, futura pensione compresa. Non bisogna stancarsi mai di ripetere che la flessibilità vera è quella organizzativa e che il merito manageriale/imprenditoriale è quello che si misura anche con i diritti dei lavoratori, non quello che li bypassa mediante l’immorale svalorizzazione del lavoro umano. Questa è la triste realtà italiana degli appalti al massimo ribasso che ha prodotto un gigantesca periferia del lavoro, dalla quale emerge molto malessere e non poca povertà, soprattutto quando il lavoro a tempo parziale è involontario. Assurdo e comunque inaccettabile, anche alla luce degli accordi su rappresentanza e rappresentatività firmati da Confindustria e Confcommercio -ma anche della responsabilità solidale tra imprese appaltanti e imprese appaltatrici-, alle quali le principali imprese e catene alberghiere del nostro Paese aderiscono. Un Sindacato maturo, laico e sufficientemente pragmatico, non è “responsabile” perché non rompe le scatole alle aziende che si comportano in un certo modo. Ci sono fenomeni di vita reale delle persone, che abbiamo il privilegio umano e istituzionale di rappresentare, che richiede esattamente il contrario. Ben venga il bollino blu che il CNEL ha deciso di utilizzare per distinguere la buona contrattazione dalla pirateria contrattuale. Ma il compito principale spetta alla politica e al sindacalismo stampato nella coscienza di “chi” ha conquistato e scritto la Costituzione per indicare alle future generazioni la via sulla quale si costruisce un futuro migliore, che è sempre figlio di ció che si decide nel presente. Da irresponsabili è non lottare per eliminare determinate ingiustizie e discriminazioni... noi ci siamo.

G.G.

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