giovanni foto200

Perché aprire o chiudere i negozi la Domenica?

Aprire o chiudere i negozi la domenica e nei giorni festivi è sempre stato un problema. Da un lato i favorevoli e gli interessati, dall’altro i contrari e i penalizzati, dall’altro ancora quanti si preoccupano delle conseguenze che l’una o l’altra soluzione producono, sia dal punto di vista economico, che sociale e culturale. Dire negozio e dire commercio è la stessa cosa, eppure la liberalizzazione totale delle aperture e degli orari commerciali si è potuta realizzare con una legge nazionale grazie a un approccio giuridico imperniato sulla “tutela e promozione della concorrenza”. Per volontà dell’allora Presidente del consiglio Mario Monti che, nel novero delle misure emergenziali del suo governo, decretò, nel salva-Italia del 4 dicembre 2011, che “le attività commerciali sono svolte senza il limite del rispetto dell’obbligo della chiusura domenicale e festiva”. Ha prodotto il risultato sperato? Per noi è sbagliato affidare al mitico mercato il compito di trovare l’equilibrio, escludendo i soggetti interessati, lavoratrici e lavoratori  compresi. E siamo pure convinti che, dopo 7 anni di totale “libertà d’impresa” non finalizzata all’utilità sociale, come sarebbe invece previsto dall’art. 41 della Costituzione, non sarà facile porre rimedio.

giovanni foto200

Priorità sociali e interessi politici divergenti

Se pensiamo ai nostri figli e nipoti e alle future generazioni, non possiamo non essere fortemente preoccupati rispetto a due assi portanti della vita delle persone: l’ambiente e il lavoro. La sicurezza personale e sociale senza lavoro sufficiente e adeguatamente retribuito è inconcepibile. Così come è importante la cura dell’ambiente in cui viviamo, sia a livello micro che macro, come dimostrano i cambiamenti climatici e i disastri derivanti dagli abusi edilizi e dall’incuria del territorio che meriterebbero risposte diverse dai condoni e dalle sanatorie clientelari. È in relazione a questi obiettivi di fondo che si misurano i governi e le loro “manovre finanziarie”. Le quali, in ultima analisi, si qualificano non solo per il quanto si spende, ma ancor di più il come si spende. Se è vero -come è certo- che l’Italia abbia sia il problema della scarsa crescita che quello della iniqua distribuzione della ricchezza, ne consegue il bisogno di scelte politiche mirate alla cura di ambedue i fattori dello squilibrio economico e sociale di cui soffre. Si può dire che la legge di bilancio 2019, “costruita” dal Governo, risponda alla promozione di sviluppo riequilibrante di cui ha bisogno il Paese?

giovanni foto200

La fabbrica dell’odio e del rancore produce solo guasti

Tutto ci si può aspettare da questo governo tranne il linguaggio di verità che sarebbe necessario per mettere i soggetti politici e i corpi intermedi del nostro Paese di fronte alle proprie responsabilità. Ed è tristemente evidente che il partito che ha stravinto le elezioni ha perso fin da subito peso e credibilità a favore di una destra aggressiva e regressiva che, con un tipo di cambiamento riconducibile a una più equa distribuzione della ricchezza, non c’entra niente. Una destra liberista in economia e demagoga sulle tasse, culturalmente chiusa e per certi aspetti reazionaria, che ha “sminuito” a proprio vantaggio il ruolo politico del M5S, il quale non era e non è in grado di promuovere assieme alla Lega il cambiamento di cui il Paese ha bisogno. Anzi, con l’illusione opportunistica di non essere “nè di destra nè di sinistra” si è ridotto a fare il portatore d’acqua di un neo leghismo più nero che verde, che al posto dell’ormai consumata “Roma ladrona” ha messo l’Europa, contro la quale conduce in malo modo la sua incessante campagna elettorale. Sempre nemici, sempre rancore, sempre odio contro qualcuno.

giovanni foto200

Non a nome nostro

Chi mai potrà credere all’assurda accusa nei confronti di Mario Draghi, secondo la quale egli sta avvelenando il clima? A che pro farebbe questo? E chi mai potrà considerare credibile un accusatore che solo qualche mese fa ha detto che “aver avuto un italiano a capo della Bce ha aiutato sicuramente l’Italia in questi anni”? Se poi si tratta della stessa persona che voleva mettere in stato d’accusa il Presidente Mattarella, nientedimeno che per attentato alla Costituzione -che evidentemente non capisce e non interpreta correttamente-, si capisce fino a che punto si è disposti a distorcere la verità. La quale ha fatto emergere chiaramente che il governo vuole adattare le regole ai suoi obiettivi e usare in modo spregiudicato il debito pubblico in funzione degli stessi. La capacità di governo si dimostra a parità di condizioni e vincoli finanziari. Il debito è certamente una risorsa di straordinaria importanza, ma nella misura in cui non lo si usa in modo contraddittorio e tale da divorare una quantità enorme di risorse altrimenti destinabili in investimenti e prestazioni sociali di cui c’è enorme bisogno. Questo succede inevitabilmente quando si devono pagare interessi più alti ai sottoscrittori dei titoli di Stato.