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Lavoro per tutti e lotta alla criminalità come motore di sviluppo

Più ci inoltriamo nel tempo dell’intelligenza artificiale e più ci rendiamo conto che il problema principale è quello di rimanere umani. C’è modo e modo però di essere umani, se è vero che le tragedie passate e presenti sono “opera” dell’uomo. Cosa c’è di umano nello “scaricare” a mare persone destinate ad affogare, o nel riconsegnare a spietati carcerieri i migranti che tentano di scappare proprio dalla miseria e dalla violenza? Troppi fatti di spietata crudeltà e di cinico calcolo politico segnalano la rottura di argini che consideravamo sicuri e invece confermano che ci stiamo ri-avvicinando a condizioni esplosive non dovute alla dimensione dei problemi ma al come vengono vissuti e affrontati. Lo stesso Ministro Minniti, che ha un compito non facile, fa risalire certe sue non facili decisioni allo sbarco di migliaia migranti tra il 28 e il 29 giugno e alle strumentalizzazioni che si stavano preparando per riportare la paura al centro della vita pubblica.

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Incentivare il lavoro umano, non il sistema che lo svalorizza

La dignità nazionale non ha prezzo, se oltretutto non è in contraddizione con le regole di convivenza dell’Unione che presuppongono il rispetto reciproco tra i Paesi che ne fanno parte. Venendo meno agli accordi presi su Fincantieri, la Francia di Macron (meglio in ogni caso della reazionaria Le Pen) dimostra di considerare l’Italia un Paese debole con il quale è possibile non trattare alla pari. Vedremo come andrà a finire, ma bisogna ammettere che stavolta il Governo italiano sta tenendo testa a quello francese, sia riguardo al capitolo Fincantieri, sia su altre questioni di rilevante importanza come quella delle telecomunicazioni nella quale non è ancora chiaro quale equilibrio scaturirà dall’intreccio tra la Telecom, Mediaset e il Gruppo Vivendi dello spregiudicato finanziere francese Bollorè che gareggia con il “nostro” Berlusconi in capacità di utilizzare la politica e le istituzioni per raggiungere obiettivi personali prima ancora che nazionali.

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Fare scelte razionali è diventata l’impresa più ardua

Il Prodotto Interno Lordo cresce più del previsto e questa è sicuramente una buona notizia. Una notizia che purtroppo non modifica la realtà complessiva del Paese, alle prese con problemi vecchi e nuovi tra i quali c’è l’irrisolta questione salariale, se è vero che “gli italiani guadagnano meno di 20 anni fa”, come certifica il Fondo Monetario Internazionale. Qualche domanda a tal proposito bisogna porsela, non per alimentare discussioni inutili ma per orientare meglio le politiche contrattuali e retributive schiacciate verso il basso da un certo modo di intendere la competitività, che promuove l’inseguimento verso chi paga meno i lavoratori e premia a dismisura i manager che meglio ci riescono. Cos’è il dumping sociale/contrattuale/associativo, che promuove la disdetta dei contratti migliori o nega il loro rinnovo, se non questo?

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Parlare di odio è sbagliato

Quando un politico dice “giudicatemi dai fatti” bisogna prenderlo in parola. E quando aggiunge “ il mio carattere è un problema enorme” bisogna tenere presente che non stiamo parlando di una cosa scollegabile dalla persona, ma di ciò da cui derivano i suoi comportamenti verso gli “altri” che ne prendono atto e re-agiscono di conseguenza. La fiducia o sfiducia che ispirano i suoi gesti, il suo linguaggio e il suo modo di comunicare è decisiva, ed è esattamente questo elemento che ha fatto perdere a Renzi un referendum costituzionale considerato vinto in partenza, trasmesso e percepito come una battaglia personale, quasi a prescindere dai contenuti. Odio nei suoi confronti, come ha sostenuto il brillante psicanalista Massimo Recalcati attraverso una schematica “analisi” psicopolitica (la Repubblica del 17 luglio)? A me sembra francamente una pericolosa esagerazione che serve solo a sviare l’attenzione dai problemi reali, rispetto ai quali -a parere dell’ex Presidente del Consiglio e di non pochi suoi sostenitori- ci sarebbero solo i feroci conservatori che si oppongono al cambiamento e quelli che invece hanno capito come va il mondo e si battono per realizzarlo.

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