Brevi riflessioni settimanali del Presidente della UILTuCS Lombardia

giovanni foto 200 2019 trasp

Partecipare e lottare con serena determinazione

Sondaggi o non sondaggi, che prima o dopo cambieranno, e dai quali non bisogna farsi schiavizzare, recuperando il valore politico della proposta di una più realistica alternativa al governo della confusione, non siamo in buone mani. Ormai è fin troppo evidente.
Attivismo sfrenato, giri di parole per confondere le idee, ossessione e strumentalizzazione di problemi rappresentano la cifra di un governo inadeguato dal quale tutto ci si può aspettare tranne i cambiamenti di cui ha bisogno l’Italia.
La zavorra affaristica e clientelare che demonizza il valore civile delle imposte dirette e indirette è dentro i due partiti di governo, più vocati a restaurare che a riformare secondo giustizia.
Questo non significa che chi c’era prima non abbia la sua dose di responsabilità, la principale delle quali, a mio parere, consiste nell’aver assecondato un’idea di sviluppo economico che si nutre di squilibri e ingiustizie, sull’altare di una concezione della competitività che mal si concilia con il lavoro dignitoso, che dovrebbe costituire, questo sì, la variabile indipendente della concorrenza leale.

giovanni foto 200 2019 trasp

Promesse

Il 2019 politico è iniziato in continuità con il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Mattarella, il quale, con parole appropriate al suo ruolo, ha detto che il Paese ha bisogno di essere governato, non stressato e lacerato continuamente da parte di chi i problemi li deve affrontare e non invece strumentalizzare pesantemente.
Governato nel rispetto delle regole e dei vincoli che ne conseguono.
Il che significa che le promesse fatte in campagna elettorale, i programmi e gli accordi di governo, comunque denominati, non si possono e non si devono attuare contro la Costituzione.
I partiti sono liberi di promettere qualunque cosa, ma questo non significa sub-ordinare ciò che invece esiste per regolare la vita del Paese.
Una promessa non può essere concepita e attuata in contrasto con i principi/valori costituzionali.
Parlando di sicurezza, Mattarella ha pure detto che non la si realizza attraverso l’intolleranza e le discriminazioni, al di fuori della convivenza e della coesione sociale, violando principi fondamentali in materia di diritti umani.
Secondo Massimo Cacciari, “la politica del governo in materia di immigrazione è totalmente incostituzionale”.
Oltretutto, gli immigrati vengono usati per far passare in second’ordine l’inconsistenza economica e sociale di una manovra che doveva assumere il lavoro come priorità, ma non l’ha fatto.
Ormai è evidente che non sono culturalmente preparati, non hanno la forza morale e civile per affrontare i problemi del Paese; hanno piuttosto la furbizia opportunistica per cavalcarli, come, con particolare scorrettezza, sta facendo un ministro dell’interno che usa le Istituzioni anzichè mettersi al servizio degli scopi per i quali le stesse esistono.

giovanni foto200

Cosa dobbiamo aspettarci dal 2019?

Il 2018, in chiave nazionale, dal punto di vista politico, è stato senza alcun dubbio l’anno del Governo Cinquestelle-Lega. Populismi e populisti che prima delle elezioni del 4 marzo sembravano inconciliabili, dopo sono diventati alleati che dichiarano di non essere alleati bensì soci di maggioranza. I quali s’impegnano a votare gli uni le cose che interessano agli altri, anche se totalmente in contrasto con le proprie convinzioni. Al confronto, il termine compromesso assume una nobiltà che il cosiddetto contratto di governo non ha e le conseguenze già si vedono. Il reddito di cittadinanza, che la Lega non voterebbe mai, la dice lunga sul prezzo che i Cinquestelle sono costretti a pagare a Salvini, il quale ringrazia e in cambio impone uno spostamento vergognoso su posizioni di estrema destra. Questo è l’inedito “cambiamento” al quale stiamo assistendo, i cui risultati capiremo meglio quando saranno chiari ed evidenti gli effetti della Legge di bilancio che, per la prima volta, non ha permesso al Parlamento di svolgere il proprio ruolo. Grave. Non c’è altro da dire. L’anno vecchio si chiude e quello nuovo si apre con questa “novità” che conferma le difficoltà di un Paese senza pace, ulteriormente immiserito da una concezione politica scollegata dai vincoli della convivenza democratica, senza i quali il potere diventa arbitrario e discrezionale.

giovanni foto200

Democrazia non diretta ma contraddetta

Dalla democrazia diretta alla democrazia contraddetta il passo non dovrebbe essere breve, invece è stato brevissimo, inequivocabile e sconfortante. Il coinvolgente intervento di Emma Bonino, secondo la quale l’umiliazione del Parlamento, praticamente estromesso dalla discussione sulla legge di bilancio, ha prodotto “il più grave attacco nella storia della repubblica, alla Costituzione e alla democrazia rappresentativa”, conferma che siamo di fronte a un governo che vuole tenersi le mani libere su tutto ciò che possa mettere in discussione lo schema di potere sul quale è fondato. Ovvero sullo scambio di misure di interesse dei due partiti di maggioranza, al quale subordinare anche il ruolo di un Parlamento costretto a non svolgere il ruolo che la Costituzione le assegna. Quando Conte sostiene di non doversi giustificare perché “il negoziato con l’Europa non è durato così tanto per colpa del Governo” dimostra di non essere nè un politico nè un tecnico, come un certo conformismo di maniera vuole farlo passare, ma un uomo al servizio di un partito che non crede nella democrazia rappresentativa e nella Costituzione che la regola tramite le sue Istituzioni.