DECRETO INTERMINISTERIALE 21 luglio 2000, n. 278

DECRETO INTERMINISTERIALE 21 LUGLIO 2000 n. 278


(G.U. n. 238 del 11/10/2000)


PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI


DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI SOCIALI


Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'art. 4 della legge 8 marzo 2000, n. 53, concernente
congedi per eventi e cause particolari

 


IL MINISTRO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE DI CONCERTO CON I MINISTRI DELLA SANITA', DEL LAVORO E DELLA
PREVIDENZA SOCIALE E PER LE PARI OPPORTUNITA'


Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l'articolo 4, comma 4, della legge 8 marzo 2000, n. 53, che prevede che con decreto del Ministro per
la solidarieta' sociale, di concerto con i Ministri della sanita', del lavoro e della previdenza sociale e per le
pari opportunita', si provvede alla definizione dei criteri per la fruizione dei congedi per eventi e cause
particolari, alla individuazione delle patologie specifiche, nonche' alla individuazione dei criteri per la
verifica periodica della sussistenza delle condizioni di grave infermita';
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell'adunanza
del 26 giugno 2000;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri n. DAS/427/UL/448 del 4 luglio 2000,
effettuata ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Adotta
il seguente regolamento:
Art. 1.
Permessi retribuiti
1. La lavoratrice e il lavoratore, dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati, hanno diritto a tre giorni
complessivi di permesso retribuito all'anno in caso di decesso o di documentata grave infermita' del coniuge,
anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado, anche non convivente, o di un soggetto
componente la famiglia anagrafica della lavoratrice o del lavoratore medesimi.
2. Per fruire del permesso, l'interessato comunica previamente al datore di lavoro l'evento che da' titoloal
permesso medesimo e i giorni nei quali esso sara' utilizzato. I giorni di permesso devono essere utilizzati
entro sette giorni dal decesso o dall'accertamento dell'insorgenza della grave infermita' o della necessita' di
provvedere a conseguenti specifici interventi terapeutici.
3. Nei giorni di permesso non sono considerati i giorni festivi e quelli non lavorativi.
4. Nel caso di grave infermita' dei soggetti di cui al comma 1, la lavoratrice o il lavoratore possono
concordare con il datore di lavoro, in alternativa all'utilizzo dei giorni di permesso, diverse modalita' di
espletamento dell'attivita' lavorativa, anche per periodi superiori a tre giorni. L'accordo e' stipulato in forma
scritta, sulla base della proposta della lavoratrice o del lavoratore. Nell'accordo sono indicati i giorni di
permesso che sono sostituiti dalle diverse modalita' di espletamento dell'attivita' lavorativa; dette modalita'
devono comportare una riduzione dell'orario di lavoro complessivamente non inferiore ai giorni di permesso
che vengono sostituiti; nell'accordo stesso sono altresi' indicati i criteri per le eventuali verifiche periodiche
della permanenza della grave infermita', ai sensi del successivo articolo 3, comma 4. La riduzione dell'orario
di lavoro conseguente alle diverse modalita' concordate deve avere inizio entro sette giorni dall'accertamento
dell'insorgenza della grave infermita' o della necessita' di provvedere agli interventi terapeutici.
5. I permessi di cui al presente articolo sono cumulabili con quelli previsti per l'assistenza delle persone
handicappate dall'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni.
Art. 2.
Congedi per gravi motivi familiari
1. La lavoratrice e il lavoratore, dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati, possono richiedere, ai sensi
dell'articolo 4, comma 2, della legge 8 marzo 2000, n. 53, un periodo di congedo per gravi motivi, relativi
alla situazione personale, della propria famiglia anagrafica, dei soggetti di cui all'articolo 433 del codice
civile anche se non conviventi, nonche' dei portatori di handicap, parenti o affini entro il terzo grado, anche
se non conviventi. Per gravi motivi si intendono:
a) le necessita' familiari derivanti dal decesso di una delle persone di cui al presente comma;
b) le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura
o nell'assistenza delle persone di cui al presente comma;
c) le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente
medesimo;
d) le situazioni, riferite ai soggetti di cui al presente comma ad esclusione del richiedente, derivanti dalle
seguenti patologie:
1) patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita
dell'autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica,
infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze,
a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;
2) patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici,
ematochimici e strumentali;
3) patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento
sanitario;
4) patologie dell'infanzia e dell'eta' evolutiva aventi le caratteristiche di cui ai precedenti numeri 1, 2, e
3 o per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori o del soggetto
che esercita la potesta'.
2. Il congedo di cui al presente articolo puo' essere utilizzato per un periodo, continuativo o frazionato, non
superiore a due anni nell'arco della vita lavorativa. Il datore di lavoro e' tenuto a rilasciare al termine del
rapporto di lavoro l'attestazione del periodo di congedo fruito dalla lavoratrice o dal lavoratore. Il limite dei
due anni si computa secondo il calendario comune; si calcolano i giorni festivi e non lavorativi compresi nel
periodo di congedo; le frazioni di congedo inferiori al mese si sommano tra di loro e si considera raggiunto il
mese quando la somma delle frazioni corrisponde a trenta giorni.
3. I contratti collettivi disciplinano il procedimento per la richiesta e per la concessione, anche parziale o
dilazionata nel tempo, o il diniego del congedo per gravi e documentati motivi familiari, assicurando il
contraddittorio tra il dipendente e il datore di lavoro e il contemperamento delle rispettive esigenze.
4. Fino alla definizione del procedimento di cui al comma 3, il datore di lavoro e' tenuto, entro dieci giorni
dalla richiesta del congedo, a esprimersi sulla stessa e a comunicarne l'esito al dipendente. L'eventuale
diniego, la proposta di rinvio ad un periodo successivo e determinato, la concessione parziale del congedo
devono essere motivati in relazione alle condizioni previste dal presente regolamento e alle ragioni
organizzative e produttive che non consentono la sostituzione del dipendente. Su richiesta del dipendente, la
domanda deve essere riesaminata nei successivi venti giorni. Il datore di lavoro assicura l'uniformita' delle
decisioni avuto riguardo alla prassi adottata e alla situazione organizzativa e produttiva dell'impresa o della
pubblica amministrazione.
5. Fermo restando quanto stabilito dal comma 4, in caso di rapporti di lavoro a tempo determinato il datore di
lavoro puo' altresi' negare il congedo per incompatibilita' con la durata del rapporto in relazione al periodo di
congedo richiesto, ovvero quando i congedi gia' concessi hanno superato i tre giorni nel corso del rapporto;
puo', inoltre, negare il congedo quando il rapporto e' stato instaurato in ragione della sostituzione di altro
dipendente in congedo ai sensi del presente articolo. Si applicano comunque le disposizioni di cui al comma
6.
6. Il congedo di cui al presente articolo puo', altresi', essere richiesto per il decesso di uno dei soggetti di cui
al precedente articolo 1, comma 1, per il quale il richiedente non abbia la possibilita' di utilizzare permessi
retribuiti nello stesso anno ai sensi delle medesime disposizioni o di disposizioni previste dalla contrattazione
collettiva. Quando la suddetta richiesta e' riferita a periodi non superiori a tre giorni, il datore di lavoro e'
tenuto ad esprimersi entro 24 ore dalla stessa e a motivare l'eventuale diniego sulla base di eccezionali
ragioni organizzative, nonche' ad assicurare che il congedo venga fruito comunque entro i successivi sette
giorni.
7. Salvo che non sia fissata preventivamente una durata minima del congedo, la lavoratrice e il lavoratore
hanno diritto a rientrare nel posto di lavoro anche prima del termine del congedo, dandone preventiva
comunicazione al datore di lavoro. Qualora il datore di lavoro abbia provveduto alla sostituzione della
lavoratrice o del lavoratore in congedo ai sensi dell'articolo 1, secondo comma, lettera b), della legge 18
aprile 1962, n. 230, e successive modificazioni, per il rientro anticipato e' richiesto, compatibilmente con
l'ampiezza del periodo di congedo in corso di fruizione, un preavviso di almeno sette giorni. Il datore di
lavoro puo' comunque consentire il rientro anticipato anche in presenza di preventiva fissazione della durata
minima del congedo o di preavviso inferiore a sette giorni.
Art. 3.
Documentazione
1. La lavoratrice o il lavoratore che fruiscono dei permessi per grave infermita' di cui all'articolo 1 o dei
congedi per le patologie di cui all'articolo 2, comma 1, lettera d), devono presentare idonea documentazione
del medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato o del medico di medicina
generale o del pediatra di libera scelta o della struttura sanitaria nel caso di ricovero o intervento chirurgico.
La certificazione relativa alla grave infermita' deve essere presentata al datore di lavoro entro cinque giorni
dalla ripresa dell'attivita' lavorativa del lavoratore o della lavoratrice; la certificazione delle patologie di cui
all'articolo 2, comma 1, lettera d), deve essere presentata contestualmente alla domanda di congedo.
2. Quando l'evento che da' titolo al permesso o al congedo e' il decesso, la lavoratrice e il lavoratore sono
tenuti a documentare detto evento con la relativa certificazione, ovvero, nei casi consentiti, con dichiarazione
sostitutiva.
3. La lavoratrice o il lavoratore che intendono usufruire del congedo di cui all'articolo 2 per i motivi di cui al
comma 1, lettere b) e c), sono tenuti a dichiarare espressamente la sussistenza delle situazioni ivi previste.
4. Quando e' in corso l'espletamento dell'attivita' lavorativa ai sensi dell'articolo 1, comma 4, il datore di
lavoro puo' richiedere periodicamente la verifica della permanenza della grave infermita', mediante
certificazione di cui al comma 1 del presente articolo. La periodicita' della verifica e' stabilita nell'accordo di
cui al medesimo articolo 1, comma 4. Quando e' stato accertato il venir meno della grave infermita', la
lavoratrice o il lavoratore sono tenuti a riprendere l'attivita' lavorativa secondo le modalita' ordinarie; il
corrispondente periodo di permesso non goduto puo' essere utilizzato per altri eventi che dovessero
verificarsi nel corso dell'anno alle condizioni previste dal presente regolamento.
5. Il datore di lavoro comunica alla direzione provinciale del lavoro - servizio ispezione del lavoro, entro
cinque giorni dalla concessione del congedo di cui all'articolo 2, l'elenco dei nominativi dei dipendenti che
fruiscono di detto congedo.
Art. 4.
Disposizioni finali e entrata in vigore
1. I contratti collettivi di lavoro possono prevedere condizioni di maggior favore rispetto a quelle previste dal
presente regolamento.
2. In alternativa alle disposizioni del presente regolamento, per i permessi e i congedi previsti allo stesso
titolo dalla contrattazione collettiva vigente si applicano le disposizioni della contrattazione medesima se piu'
favorevoli.
3. Il presente regolamento entra in vigore il giorno stesso della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi
della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 21
luglio 2000
Il Ministro per la solidarieta' sociale
Turco
Il Ministro della sanita'
Veronesi
Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale
Salvi
Il Ministro per le pari opportunita'
Bellillo
Visto, il guardasigilli: Fassino
Registrato alla Corte dei conti il 26 settembre 2000
Registro n. 3 Presidenza del Consiglio dei Ministri, foglio n. 295

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