Contratto del turismo: salario e appalti mense gli elementi di scontro

trattativa turismo bisIl 13 febbraio si è riunito a Roma il coordinamento delle strutture territoriali per discutere dell’andamento del contratto collettivo nazionale del turismo propedeutico all’incontro con le controparti del pomeriggio.
La trattativa ha subito alcune battute di arresto dovute alla grave situazione economica ma soprattutto alla posizione di Angem che, come molti ricorderanno, lo scorso hanno inviato una lettera di disdetta del contratto collettivo con una proposta di applicazione di un protocollo sul cambio di appalto fortemente discriminatorio per i lavoratori.

Tra le situazioni che ostacolano la definizione dell’intesa anche la vertenzialità sull’ elemento economico di garanzia e l’aumento di € 20, previsto per il 1/04/2013 che molte aziende si rifiutano di pagare.
All’interno delle controparti le posizioni, però, non sono omogenee e la sensazione è che ci sia una parte delle associazioni datoriali più disponibili a discutere anche degli aspetti economici come la Federalberghi e una parte più retriva a trovare soluzioni come la Fipe che ha subito nel recente passato anche la pesante disdetta dell’ ANGEM.
Preoccupa in particolar modo la posizione di quest’ultima che assistita dal prof. Michele Tiraboschi, avanza richieste di disapplicazione della contrattazione collettiva sin da aprile di quest’anno chiedendo alle organizzazioni sindacali di rinunciare alla ultrattività del contratto collettivo. Questo per consentire alle parti di trovare un equilibrio diverso (dal CCNL Turismo) e per poter stipulare, a detta delle controparti, un contratto più rappresentativo del settore.
La minaccia implicita ventilata dal rappresentante dell’associazione datoriale è quella di rivolgersi ad altre organizzazioni sindacali “più accondiscendenti” o ad applicare contratti collettivi economicamente più convenienti come potrebbe esserlo quello  multi servizi o il contratto del portierato volendo rimanere nei CCNL firmati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
La proposta non è stata accettata dalle Organizzazioni Sindacali che si sono rese disponibili a discutere di modifiche al protocollo di intesa sul cambio di appalto ma non certo a cancellare con un colpo di spugna la contrattazione precedente e, a maggior ragione, ad accettare integralmente il protocollo di intesa proposto da Angem in materia.
La trattativa sembra avere altri punti cardine:
Mercato del lavoro
L’indirizzo delle parti è quello di integrare nel CCNL l’accordo sulla diminuzione della tempistica tra un contratto e il suo rinnovo in materia di contratti a tempo determinato.
Sull’apprendistato, invece, la richiesta è quella di rendere lo strumento più flessibile anche se non è ancora ben chiara la modalità
Le controparti hanno avanzato richieste di ulteriore flessibilità con particolare riferimento all’istituto del contratto intermittente, ad oggi non normato dal CCNL sebbene previsto e in parte rilanciato dalla legge 92/2012.
Organizzazione del Lavoro
Si vuole incentivare e valorizzare lo strumento della Banca ore già previsto dal CCNL per consentire la gestione flessibile dell’orario di lavoro legato all’andamento dei picchi e della stagionalità di settore.
Bilateralità
Nell’ambito della razionalizzazione dei costi e per costruire maggiori economie di scala è importante favorire gli accorpamenti. In questo caso si sta pensando di unificare gli strumenti di assistenza sanitaria Fontur e Fast.
Fondo di solidarietà
Si sta discutendo se strutturare un fondo unico di solidarietà per il sostegno al reddito (così come previsto dalla recente legge 92/2012). L’idea è quella di mettere insieme le bilateralità di Confindustria, Confcommercio e Confesercenti per costituire un unico fondo di settore anche se ci sono ipotesi più sperimentali di costruire strumenti alternativi maggiormente collaborativi con l’inps.
Secondo livello di contrattazione
Il precedente sistema introdotto con il contratto collettivo siglato nel 2010 ha istituito una modalità che ha mostrato il fianco a molte critiche non incentivando di fatto la contrattazione. La controparte chiedere di togliere l’elemento economico di garanzia (forse l’unico aspetto che funziona nel sistema!) mentre le organizzazioni sindacali pensano ad una modellizzazione della contrattazione che dovrebbe far superare alcune criticità derivanti dalla diversa sensibilità dei territori a confrontarsi sul tema.
Salario
L’aumento previsto dall’IPCA è pari a € 105. le controparti chiedono di discutere del salario a condizione che si sposti la decorrenza del prossimo aumento contrattuale di € 20 al 4° livello suddividendo l’aumento di € 10 a settembre e € 10 a dicembre. L’IPCA avrebbe decorrenza da gennaio 2014.

 


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