Autunno caldo per il turismo italiano

Il Contratto Collettivo Nazionale del Turismo scade il 30 aprile del 2013 e quindi i tempi stanno diventando maturi per pensare al prossimo rinnovo contrattuale. Ma la situazione del settore è in linea con l’andamento generale della nostra economia con i dati dell’estate 2012 che fanno decisamente preoccupare gli operatori.

Volendo ricordare solo due numeri che ci danno la misura della crisi, i giorni di permanenza di vacanza nelle strutture alberghiere, quest’anno, sono stati di 11 giorni contro i 15 di quello precedente, mentre il fatturato ha fatto segnare un preoccupante – 22% rispetto al precedente anno (dati Federalberghi).

A complicare il rinnovo del contratto anche la posizione di partenza diversa delle organizzazioni sindacali con Uiltucs e Fisascat impegnate ad attivare la procedura entro il prossimo mese di novembre perché firmatarie dell’accordo sulla riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009 diversamente da Filcams che procederà con una sua piattaforma di rivendicazione contrattuale separata.

Ma alcuni segnali che ci pervengono dalle associazioni datoriali rimarcano ancora una volta le difficoltà del settore e segnano la strada tutta in salita del rinnovo; Fipe, la federazione dei pubblici esercizi e ANGEM, l’associazione di riferimento delle mense hanno fatto pervenire alle organizzazioni sindacali un documento preoccupante sulla necessità di derogare alla parte del contratto che prevede garanzie nel passaggio di gestione tra una azienda e l’altra, applicando, in sostituzione, un modello meno tutelante per i lavoratori. Il capitolo dei cambi di gestione è tipico e caratteristico del settore delle mense e il capitolo “norme per la ristorazione collettiva (mense aziendali)” è sempre stato un importante punto di riferimento per gli operatori del settore. La Fipe, negli incontri tenutisi prima di questa estate e con la lettera indirizzate alle organizzazioni sindacali ha proposto una procedura che diluisce i tempi di garanzia occupazionale per i passaggi portando da 3 mesi a 6 mesi l’anzianità dei lavoratori che il subentrante è tenuto ad assumere, imponendo logiche di mobilità di posto di lavoro da impresa a impresa e di organizzazione del lavoro che erano prerogativa di accordi sindacali, regola le modalità di assunzione per lavoratori che hanno temporanee sospensioni del rapporto di lavoro (malattie e infortuni) e, soprattutto, definisce precisamente i lavoratori esclusi nelle funzioni di direzione esecutiva, di coordinamento e controllo dell’impianto, anche questo oggetto di trattativa sindacale sulla scorta delle peculiarità della struttura.

Poco successo hanno avuto su tutto il territorio nazionale e anche su Milano e provincia i confronti cosiddetti di “secondo livello” ovvero accordi applicabili a tutte le aziende presenti in un determinato territorio. La nostra Organizzazione ha presentato, insieme a Filcams e Fisascat, piattaforme rivendicative per stimolare il confronto con le controparti dei settori alberghi, mense, pubblici esercizi e agenzie di viaggio. In nessuno di questi casi si è ottenuto un risultato tangibile se non nel settore degli alberghi dove è in corso una trattativa con l’associazione APAM per il rinnovo del contratto integrativo della Provincia di Milano già scaduto, ma che grazie alla clausola della “ultrattività” produce ancora i suoi effetti.

Ad Ottobre quindi scatterà l’elemento economico di garanzia disciplinato dal capitolo “secondo livello di contrattazione” del contratto collettivo nazionale di lavoro rinnovato nel 2010 per tutti quei lavoratori che non hanno contrattazione di secondo livello (aziendale e/o territoriale). Si tratta di un importo economico di € 125 al 4° e 5° livello (riparametrato per gli altri) assorbibile da eventuali emolumenti eventualmente pagati dopo il 1° gennaio 2010. Per ulteriori informazioni è possibile contattare la UILTuCS; i riferimenti si trovano nell’area dei contatti.