Sciopero per il rinnovo del contratto del turismo

sciopero uiltucsIl 15 aprile 2015, a Milano, Roma e Taormina, i lavoratori del turismo incroceranno le braccia per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto ormai da due anni.

L’ultimo sciopero di settore è stato indetto circa un anno fa e da quella data, il 15 maggio 2014, nulla è cambiato dal punto di vista contrattuale anche se la posizione dei lavoratori è peggiorata.

Nulla è cambiato perchè le controparti non sono arretrate di un centimetro dalle loro assurde richieste di abolire gli scatti di anzianità, di modificare il calcolo della malattia, e di ridurre i permessi individuali.

Il contratto collettivo, già disdettato un anno fa dalla più importante associazione del turismo (FIPE) viene prorogato di anno in anno con l'unico obiettivo di "passare la nottata" che in questo caso si chiama Expo.

Ci chiediamo se, per esempio, il mondo è consapevole che centinaia di lavoratori verranno impiegati nella manifestazione fieristica per eccellenza con un contratto scaduto!

È peggiorata invece la posizione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore che dal punto di vista economico hanno congelato le loro retribuzioni ad aprile del 2014 quando è stata riconosciuta l'ultima trance di aumento contrattuale di €20 (per un full time).

Intanto questo è il settore che conosce una incidenza altissima di retribuzioni così basse da risultare incapienti per gli "80 euro di Renzi". Dove il fenomeno degli appalti al massimo ribasso si ripercuote come una scure sulle condizioni economiche delle lavoratrici e dei lavoratori dove le aziende scelgono scientificamente di eludere il contratto non pagando le maggiorazioni di lavoro supplementare e dove la "trasferta Italia" troneggia al posto dello straordianario per evitare di pagare imposte e contributi.

Questo è il settore dove le camere degli alberghi vengono fatte a cottimo e se non si raggiunge il numero prefissato viene trattenuta retribuzione. Dove si fa a gara per fare qualche ora di supplementare in più perchè con 2 o 3 ore di lavoro al giorno si guadagna una miseria.

Dove anche se si lavora da anni nello stesso posto ci si vede rinnovare un contratto a tempo determinato o, peggio ancora, un contratto a chiamata.

Questo è il settore del turismo che conosciamo e che i datori di lavoro vorrebbero ancora più precario.

E da quest'anno il governo ci ha messo del suo con la ingiusta e anticostituzionale (per chi scrive) legislazione dei licenziamenti che si applica in automatico a tutti i dipendenti che passano dal cedente al cessionario nei cambi di appalto: si svolgono le stesse mansioni, si utilizzano gli stessi strumenti, si presta attività lavorativa sempre nello stesso posto ma per il jobs act e come se si cambiasse lavoro: queste persone perdono la tutela reale contro i licenziamenti illegittimi. È proprio il caso di dire che piove sul bagnato.

E che dire dei lavoratori stagionali che avranno oltre al già noto danno di non poter lavorare tutto l'anno anche la beffa che la Naspi diminuirà del 50% la loro indennità di disoccupazione?

A differenza dell'aspi, infatti, la durata della nuova indennità terrà conto dei periodi effettivamente lavorati che, se non ci sono, non daranno origine a indennità. Siccome la Naspi è riconosciuta per la metà del periodo lavorato negli ultimi 4 anni, se uno stagionale lavora sei mesi ( il contatore si azzera tutte le volte che percepisco l'indennità) la naspi mi verrà corrisposta al massimo per tre mesi!

Questi sono alcuni dei motivi per cui è importante partecipare allo sciopero che la UILTuCS insieme a Filcams e Fisascat hanno indetto il 15 di aprile, a Milano, Roma e Taormina con tre grandi manifestazioni che vogliono riportare al centro dell'attenzione del paese questo settore vitale e strategico per la ripresa economica nonostante le contraddizioni e le ingiustizie che lo permeano.


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