Firmata l'Ipotesi di rinnovo del CCNL del Commercio

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Nella tarda serata di lunedì 30 marzo è stata sottoscritta unitariamente l'ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Nazionale del Terziario Confcommercio.

Dopo mesi di difficile trattativa è stata data una risposta contrattuale a circa tre milioni di lavoratori del settore, risultato ottenuto con un'unità d'intenti da parte delle OO.SS. che merita apprezzamento.

Il difficile contesto generale nel quale siamo immersi necessita di uno sforzo comune che permetta di porre rimedio alla crisi pesantissima che ha coinvolto il commercio, al calo massiccio dei consumi e alla conseguente drastica diminuzione dell'occupazione e del potere d'acquisto delle retribuzioni.

Del resto l'importanza di questo rinnovo contrattuale è sotto gli occhi di tutti se solo si considera la centralità del settore dei servizi, con un numero di occupati che rappresenta ormai circa il 70% del totale.

L'attacco frontale subito dal sindacato e dalla contrattazione in questi mesi ha reso ancora più urgente trovare una soluzione negoziale equilibrata perchè non c'è dubbio che i rinnovi contrattuali siano ancora l'ambito nel quale riusciamo ad esercitare principalmente la nostra azione e le nostre prerogative, soprattutto dentro un quadro relazionale e legislativo sempre più precario ed in contrapposizione con gli interessi dei lavoratori.

Mai come in questa occasione si è avvertita l'esigenza di giungere in modo dignitoso alla conclusione del negoziato.

Un contratto figlio dei tempi chiaramente che non introduce grandi novità, ma che ci permette di guardare al futuro con un po' più di ottimismo.

Prevedere un aumento salariale di 85€ in tre anni al IV livello non è da poco nel contesto di deflazione attuale e consente di dare respiro ai lavoratori del settore nonché di riaffermare la centralità della contrattazione nel determinare i salari minimi nel nostro paese.

Il rafforzamento della nostra autorità salariale assume un significato ancora più decisivo considerando l'assenza, allo stato, di un modello contrattuale cui ispirarsi.

Le novità introdotte sul mercato del lavoro, con la previsione di specifici strumenti per creare nuovi posti (contratto a tempo determinato per i picchi stagionali nelle località turistiche e quello a sostegno dell'occupazione finalizzato alla stabilizzazione incentivata) si dovrebbero aggiungere alle misure già previste dal legislatore, nella speranza diminuiscano le persone in difficoltà che per diversi motivi non hanno nessuna prospettiva di reddito.

Gli interventi fatti sul tema della flessibilità dell'orario sembrano il minor male possibile in questo scenario complicato, con un ruolo che tra l'altro può ancora in taluni casi essere esercitato dalla contrattazione di secondo livello.

Quest'ultima deve essere ulteriormente implementata e la conferma dell'elemento economico di garanzia di 80 e 90 €, a seconda della dimensione aziendale, sembra andare in questa direzione.

Certo non può bastare solo questa misura per sviluppare la contrattazione decentrata, ma può essere un presupposto utile per mettere in equilibrio i livelli contrattuali, salvaguardando sempre e comunque la centralità del contratto nazionale.

Alcune novità sul versante normativo (esclusione di alcuni lavoratori dalla prestazione domenicale, congedi e permessi per handicap), sulla classificazione (in particolare per il settore ICT) e sul welfare contrattuale completano un accordo che adesso sarà sottoposto alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

Dall'analisi complessiva del risultato negoziale scaturisce un quadro in cui prevale l'interesse generale, la difesa del valore della contrattazione, la tutela dei diritti e del salario. Per i motivi descritti la Uiltucs Lombardia esprime quindi misurata soddisfazione per l'ipotesi di accordo siglata unitariamente.

Auspichiamo che il contratto del commercio possa condizionare positivamente anche altre vertenze aperte (a partire dal rinnovo del Turismo, considerata l'imminenza dell'evento Expo 2015!) e rappresentare quindi un momento di svolta nel panorama sempre più disarticolato delle relazioni sindacali e per rilanciare da tutti i punti di vista la nostra iniziativa complessiva.

 

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