Federdistribuzione: Il rinnovo contrattuale lo pagano i lavoratori

carrello-spesa-vuoto Scarica la circolare della UILTuCS Nazionale

Prosegue il confronto con Federdistribuzione per il rinnovo del Ccnl della Distribuzione Moderna.

Ieri 4 marzo a Roma abbiamo avuto ancora una volta la "presentazione - rappresentazione" del contratto nazionale che vorrebbero definire.

Proposte, quelle fatte, che confermano tutte le nostre preoccupazioni per le successive fasi del confronto e per l’esito della trattativa.

Se volessimo fare un’estrema sintesi diremmo agevolmente che l’obiettivo è quello di fare lavorare di più, di rendere più flessibile la prestazione, di diminuire il costo del lavoro e di ridurre complessivamente il salario delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.

La crisi economica ed il calo consistente dei consumi, di cui nessuno ha mai negato l’esistenza, sembrano però aver fornito l’occasione alla nostra controparte per giungere ad una sostanziale destrutturazione del Ccnl prevedendo delle misure strutturali e non contingenti alla sola fase di vigenza del rinnovo contrattuale.

 L’idea stessa di affrontare la discussione sull’aumento salariale solo in funzione delle contropartite possibili e di quanto si riesca ad ottenere in termini di riduzione del costo del lavoro e di flessibilità evidenzia le difficoltà del confronto e di come il percorso sia decisamente in salita.

 

Infatti alle richieste già formulate nei precedenti incontri (invitiamo a leggere, a tal proposito, i nostri articoli pubblicati sul sito) sui temi del mercato e dell’orario di lavoro se ne aggiungono altri che confermano le valutazioni critiche già espresse in precedenza.

La volontà d’intervenire sugli scatti di anzianità, prevedendone il superamento, e sul terzo elemento nazionale e provinciale attraverso un meccanismo di congelamento delle condizioni esistenti senza peraltro prevederlo più per i nuovi assunti è in linea con la prospettiva di ridurre i costi e voler meglio distribuire le risorse.

La valutazione positiva che danno dell’elemento economico di garanzia, in assenza di contrattazione di 2° livello, e la conferma dei due livelli di contrattazione, di per sé proposte non negative, mal si conciliano con alcune richieste fatte (per esempio sul mercato del lavoro) che vanno nella direzione di rendere esigibili per le aziende alcune norme al 1° livello, di fatto svuotando e depotenziando il 2° livello di contrattazione.

Sarebbe invece opportuno riconoscere il diritto di assemblea, come previsto dalla nostra piattaforma, anche nelle realtà in cui non siano presenti Rsu/Rsa.

Questo permetterebbe da una parte di valorizzare minimamente le nostre richieste e dall’altro di dare un segnale importante in direzione dell’effettiva volontà di estendere il confronto e la negoziazione a livello decentrato. Sulla bilateralità i principi cui si ispirano sono l’efficienza, la trasparenza, il buon utilizzo delle risorse, la partecipazione confermando, inoltre, l’intenzione di avere un soggetto giuridico/amministrativo centralizzato a livello nazionale con sedi staccate sul territorio che possano esercitare un ruolo politico/istituzionale.

Tale impostazione dovrebbe permettere, a loro parere, di avere anche quelle masse critiche per far fronte alle sfide del futuro che sono rappresentate dal sostegno al reddito, dalla formazione, dalle politiche attive e dalle misure intergenerazionali.

Anche su questo punto riteniamo necessaria una valutazione attenta perché pensiamo sia utile, anche per rispondere in modo coerente alla volontà dichiarata di rafforzare il 2° livello di contrattazione, definire un modello di bilateralità che valorizzi le esigenze del territorio e non svuoti di funzioni le sedi bilaterali decentrate.

Il prossimo incontro è previsto il giorno 19 marzo. Successivamente a quella data sarà necessario fare il punto sullo stato della trattativa per capire quali spazi ci siano per proseguire utilmente il confronto o per valutare quali iniziative mettere in campo per difendere la nostra piattaforma e per contrastare le richieste che sono state formulate da Federdistribuzione.

 


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