OVS COIN UPIM, la nuova frontiera della schiavitù lavorativa

coinUn azienda patinata che macina utili anno su anno e che spende milioni in pubblicità e testimonial. Il Gruppo Coin ora diviso in diverse ragioni sociali (Ovs spa, con i marchi OVS, UPIM,  Blue Kid’s e Gruppo Coin, con i marchi Coin Exelsior e Eat’s) è il più grande gruppo italiano di fashion retail, radicato in tutto il mondo e con una solida base di negozi e dipendenti in tutta Italia. Ma l’immagine esterna, quella creata ad arte per il consumatore, poco ha a che fare con il benessere dei dipendenti.

Iniziamo dall’orario di lavoro la cui organizzazione incide pesantemente sui tempi di vita e tempi di lavoro,  chiamato in gergo aziendale Moa, o più comunemente “spezzato”. Spezzato come la vita delle persone alle quali si applica che per lavorare 8 ore devono sacrificarne almeno 13 perché, quando va bene, si inizia alle 9.00 di mattina per arrivare alla prima pausa alle 12.30; si riprende alle 16.30 per finire di lavorare alle 20,30. A volte questo orario di lavoro può arrivare anche ad avere una pausa di 5 ore. Si può solo immaginare come in grandi città come Milano e Roma ma anche Firenze, Torino, Genova questo orario possa generare grossi problemi alle persone che devono spesso bivaccare ore, magari in un centro commerciale, costretti a farsi lunghe passeggiate per ingannare il tempo o accucciarsi nella propria vettura nelle giornate più fredde, per l’impossibilità di tornare a casa e dedicarsi a qualche attività.

Cosa c’è di più facile che programmare un orario di lavoro di persone che fanno sempre lo stesso turno disagiato? Eppure l’azienda non vuole firmare un accordo che si era resa disponibile a sottoscrivere in una trattativa locale a Milano dove la programmazione doveva avvenire con almeno 2 settimane di anticipo. Questa regola di buon senso non viene applicata  e diverse filiali fanno conoscere al personale il sabato quale turno dovranno effettuare il lunedì successivo con  grossi problemi di programmabilità della propria vita familiare e dei propri impegni.

Da anni il sindacato sta chiedendo all’azienda di rivedere questo modello di organizzazione del lavoro ma fino ad ora abbiamo solo ottenuto tiepide risposte e mai fatti concreti.

E che dire di ferie e permessi? Quando un lavoratore chiede un giorno di permesso, se viene concesso,viene obbligato il più delle volte a prendere intere settimane di ferie. I permessi sono diventati per l’azienda un appendice di ferie da programmare, snaturandone di fatto l’origine contrattuale che ne descrive la fruizione in gruppi da 4 o 8: ogni lavoratore viene invitato a programmare 5 settimane di ferie (4+1 di permessi)

Hai bisogno di un permesso di lavoro il sabato? Meglio chiedere ai dirigenti aziendali di scalare l’Everest perché il sabato non si tocca! E così tante attività familiari che solitamente vengono a coincidere con il sabato (si pensi solo alle attività che possono coinvolgere i figli dei dipendenti nelle scuole o negli oratori) devono essere delegate ad altri, quando si ha la fortuna di avere un contesto familiare disponibile.

La domenica, recente conquista contrattuale quella di liberarne alcune per coloro che hanno l’obbligo, viene gestita a discrezione dei direttori che quando non c’è la rappresentanza sindacale evitano di effettuare una corretta programmazione.

Tutto ciò che è discrezione dell’azienda, un trasferimento, la concessione di un congedo non retribuito, la fruizione di un periodo di ferie particolare, la modifica di un orario di lavoro, vengono sistematicamente negate.

Ora l’ultima frontiere che stiamo affrontando è quella delle festività dove, nonostante alcune sentenze di tribunale abbiano stabilito il diritto ad astenersi dal lavoro, sia che si abbia l’obbligo individuato in contratto che non lo si abbia, l’azienda si ostina a chiamare in servizio i dipendenti.

E che dire della maternità? evento che in un azienda a prevalenza donne dovrebbe essere al centro delle attenzioni dell’azienda. E l’attenzione l’azienda ce la mette tutta…a negare i diritti delle lavoratrici! Così i permessi allattamento devono essere fruiti quando lo decidono Gruppo Coin e OVS Spa, la richiesta di permesso post maternità quasi  mai assecondata se non nei turni serali, tendenzialmente incompatibili con le esigenze dei genitori. E quando si chiede di usufruire dei congedi ad ore o a giorni previsti e aggiornati dal jobsact sempre mille ostacoli con interpretazioni cavillose in ordine al periodo di preavviso.

Ed infine un pensiero va anche ai direttori di queste filiali, si pensi in particolare alle OVS e alle UPIM per non parlare delle decine di Kid’s, che senza una minima esperienza vengono piazzati a gestire negozi con complessità organizzative alte, spesso mandati al nord se si è del sud e al sud se si è del nord per approfittare della distanza dalla rete familiare per chiedere disponibilità al lavoro oltre quello normale…

Aziende quindi di fatto contrarie alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e che mantengono relazioni sindacali di facciata mentre gestiscono il personale come moderni schiavi, automi che devono sorridere a comando o rispondere alle richieste sulle taglie (come recita il claim di una spilletta che i dipendenti sono obbligati ad indossare...e guai a non farlo!).

Le lavoratrici e i lavoratori si lamentano e soffrono per queste situazioni ma il loro calvario e il loro tormento non traspare ai clienti che sono forse più abbagliati da negozi sempre intasati di merci e dai sorrisi forzosi che l'azienda chiede di tenere con un decalogo che spiega come salutare i bambini e come accattivarsi le grazie del cliente proponendo loro accessori per l'abbigliamento. Ma quanto potrà durare questa situazioni prima che scoppi? Noi ci impegneremo a scrivere ancora su queste vicende e ad intervenire li dove viene chiesto il nostro intervento ma è importante che il personale prenda consapevolezza che solo "l'unione fa la forza", come recita un vecchio proverbio e che i clienti possano prendere consapevolezza di cosa succede quando acquistano un paio di calzini o una maglietta in questi negozi.


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