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Scienza e Coscienza nella lotta alla pandemia

Mettiamo in chiaro ancora una volta che per noi la libertà è un valore inestimabile.
Una conquista che ci appartiene. Il Sindacato è sia padre che figlio della libertà.
Padre perché ha contribuito con lotte epiche a conquistarla.
Figlio perché senza libertà non potrebbe esistere ed esercitare la sua funzione di rappresentanza collettiva dei lavoratori.
Con la libertà, quindi, nell’ottica della pandemia, tutto bisogna fare tranne che banalizzare.
Per noi è un diritto umano irrinunciabile della persona.
Un diritto-valore che appartiene a tutti e solo per questa superiore ragione la dimensione individuale si deve necessariamente rapportare ed equilibrare con quella collettiva.
Non per annullarsi sull’altare di uno “stato etico” che impone la sua verità e schiaccia le persone, ma, al contrario, per tutelare il bene supremo della Salute di tutti e dei più fragili in particolare.
Il problema delle persone che non vogliono vaccinarsi va affrontato seriamente, con spirito valoriale, evitando di parlare in astratto della libertà, bensì mettendola in relazione al fatto che lottare contro la pandemia è un dovere di tutti a beneficio di tutti.
Un dovere senza alternative, rispetto al quale il come non può scaturire dal punto di vista di questo o quel medico, di questo o quel ”luminare”, ma dalle istituzioni nazionali e sovranazionali preposte, le quali, in scienza e coscienza, esercitano questa grande responsabilità, con rigore e trasparenza.
Sospettare o peggio diffidare dell’Agenzia Europea per i Medicinali, che si avvale di ben 7 comitati scientifici composti da esperti di Paesi diversi è una responsabilità troppo pesante per essere condivisa in base alla logica secondo la quale un’opinione vale l’altra.

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