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Il faro della Costituzione per ricostruire l’Italia

Con intensa emozione, avvertita non solo nelle parole che pronunciava, Mario Draghi si è presentato all’Italia e agli italiani nella sua nuova veste di Presidente del Consiglio, con un discorso carico di punti fermi di primaria importanza.
La Costituzione, lo spirito unitario e repubblicano, l’irreversibile adesione, anche ideale, all’Europa e alla sua moneta comune, lo sguardo rivolto alle future generazioni e alla cura del Pianeta, la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, la progressività delle tasse, la Salute dei cittadini come primo dovere per combattere la pandemia e perno di una visione che mette al centro la persona, la riforma della Pubblica Amministrazione e della Giustizia.
Solo parole?
Oggi lo si può dire e ci si può anche divertire a ricordare che è un “banchiere”.
Presto saranno i fatti a parlare, ma intanto si indica una strada e si fissano obiettivi tutt’altro che neutrali rispetto alle grandi opzionipolitiche disponibili nello scenario nazionale e internazionale.
Già il Conte 2 aveva aggiustato il tiro, oggi con Draghi possiamo essere sicuri che l’Italia è saldamente ancorata ai principi e ai valori presenti nella sua Costituzione e nello spirito pacifista del Manifesto di Ventotene, il quale intravide nell’Europa la Patria dei diritti umani e della convivenza a tutto tondo.
Sono convinto che l’ex Presidente della Bce potrà sorprendere, anche nei confronti di politici che usano l’arma del “ricatto” e delle manovre per dimostrare di essere determinanti, come si è visto nella recente crisi di governo.
Quanto meno sarà più difficile replicare simili comportamenti e il governo Draghi non sarà sicuramente un vangelo secondo Matteo... Salvini, o Matteo... Renzi.

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