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Dalle parole ai fatti

L’Italia tenta faticosamente di uscire dalla stagnazione nella quale è nuovamente scivolata proprio a cavallo dell’anno che doveva essere bellissimo e che invece si è rivelato molto deludente.
Al netto del problematico contesto internazionale, il motivo principale di questo risultato negativo è quello più volte denunciato e reclamato dal Sindacato: carenza di investimenti pubblici che stimolano, orientano e generano quelli privati.
Il nesso tra questi, la crescita del prodotto interno lordo e i livelli occupazionali è di causa ed effetto.
Più investimenti, più occupati e ore lavorate, e, viceversa, meno investimenti, più disoccupati e meno ore lavorate.
La chiave dello sviluppo, quindi, risiede negli investimenti.
Diverso è il discorso relativo alla qualità dello sviluppo che CGIL CISL UIL, in “buona compagnia” chiedono sia coerente e conseguente alla sostenibilità ambientale e sociale.
La qualità della manovra finanziaria che il governo si appresta a varare sarà valutata in primo luogo da questo punto di vista, ovvero dalla volontà di dare un carattere sociale e ambientale allo sviluppo e alle misure che lo accompagnano.
Tra queste non devono mancare quelle riguardanti la lotta all’evasione e alle frodi fiscali che purtroppo, in Italia, sono all’ordine del giorno.

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